Appalti: Camusso e Nasso, stop a sfruttamento lavoro nella logistica e facchinaggio


“Oltre alla gestione delle emergenze, caso per caso, serve un intervento specifico della politica sul sistema degli appalti nel facchinaggio”. E’ quanto chiedono i segretari generali della Cgil, Susanna Camusso e della Filt nazionale, Franco Nasso, sul sistema degli appalti alle cooperative nel settore del facchinaggio e della logistica, sottolineando che “sono numerosi i casi di appalto a cooperative che offrono servizi basati sul contenimento dei costi, realizzati attraverso lo sfruttamento del lavoro, con orari e salari che derivano dalla mancata applicazione del contratto di lavoro ed inoltre attraverso la messa in discussione della continuità occupazionale e contrattuale nei cambi di appalto”.

“Come Cgil e Filt da anni – sottolineano Camusso e Nasso – consideriamo gli appalti come la nuova frontiera per sostenere e difendere il lavoro. Le richieste di iniziative legislative sono state sostenute dalla proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti ed attualmente dalla Carta dei Diritti Universali del Lavoro. Serve – chiedono i due segretari generali – più trasparenza nel sistema, lo stop alla terziarizzazione ed agli appalti al massimo ribasso ed affidamenti diretti solo a soggetti che riconoscano il lavoro dipendente e applichino condizioni dignitose nello svolgimento delle mansioni”.

Secondo Camusso e Nasso “la logistica ed il facchinaggio, dove sono impiegati decine di migliaia di lavoratori, rappresentano un elemento strategico nel sistema produttivo del nostro paese, grande distribuzione compresa, e per questo servono scelte politiche ed industriali forti ed un impegno concreto e responsabile di tutta la committenza per contrastare la competizione sleale, le cooperative spurie, il lavoro irregolare e l’illegalità, riconoscendo nel contratto nazionale di lavoro e nelle clausole sociali gli strumenti fondamentali per la difesa del lavoro e per ripristinare regole e legalità nel settore”.