Ape sociale e precoci: Cgil, dati Inps dimostrano fondatezza nostre critiche, intervenire in legge di bilancio

Facile prevedere stessi problemi per ammissione a blocco dell'innalzamento dei requisiti per la pensione previsto per lavori gravosi. Domani in piazza


Roma, 1 dicembre – “I dati Inps confermano le nostre previsioni e dimostrano che i rilievi critici da noi avanzati erano fondati. Si intervenga con urgenza in legge di bilancio per modificare le procedure e i vincoli per accedere all’Ape sociale e alle prestazioni per i precoci”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli in seguito alla diffusione da parte dell’Istituto nazionale di previdenza sociale dei dati del primo monitoraggio sull’accoglimento delle domande per l’accesso all’Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci.

“Le percentuali di domande accolte, 39% per l’Ape e 34% per i precoci, impongono un intervento”, prosegue Ghiselli, “a meno che non si voglia scientemente impedire la reale fruizione di questi strumenti per poter dire di aver prorogato, con le stesse risorse, gli interventi anche per il 2019”.
“In effetti – sottolinea il dirigente sindacale – questo scenario è quello che si può evincere dalla proposta presentata dal Governo al sindacato, ma sarebbe un vero imbroglio”.

Per Ghiselli inoltre “è facile prevedere che gli stessi problemi si presenterebbero anche per l’ammissione al blocco dell’innalzamento dei requisiti per la pensione previsto per i lavori gravosi”, in quanto “quei criteri e quei vincoli escluderanno una parte significativa della platea”. “Sarebbe quindi consigliabile  – aggiunge in conclusione – intervenire urgentemente, perché le incongruenze sono evidentissime. E a noi non piace dire, a danni fatti, che avevamo ragione. Anche per questo domani saremo in piazza“.