Almaviva: Governo avvii patto di settore per evitare 3000 licenziamenti


Almaviva ha aperto le procedure di mobilità per 2988 persone. Con l’annuncio del colosso dei call center, che arriva dopo quello del gruppo Gepin di 450 licenziamenti, diventa realtà l’allarme lanciato dai sindacati sulla crisi del settore e sul pericolo di perdere migliaia di posti di lavoro. Tre le città coinvolte: Roma, Napoli e Palermo, la più colpita con oltre 1600 licenziamenti.

I sindacati chiedono ora al Governo e alle istituzioni di rispettare gli impegni presi, proseguire lungo la strada tracciata nell’ultimo incontro al ministero dello Sviluppo Economico del 9 marzo scorso e avviare un patto di settore per scongiurare migliaia di licenziamenti. Intanto riparte la mobilitazione dei lavoratori.


 

Di seguito il comunicato stampa della Slc Cgil.

Call Center: Slc Cgil, con 3000 licenziamenti Almaviva, Governo avvii patto di settore

“Come annunciato da mesi, la crisi del settore dei call center sta producendo effetti drammatici: Almaviva ha aperto le procedure per licenziare 2988 persone. 918 a Roma, 400 a Napoli e 1670 a Palermo. A questi si aggiungono i 450 licenziamenti avviati dal Gruppo Gepin che gravano sempre su Napoli e Roma”. Così una nota della segreteria nazionale Slc Cgil.
“Il risultato è una situazione insostenibile per le tre città coinvolte, che già vivono una situazione occupazionale difficile e che oggi si trovano a dover affrontare la vertenza più complicata con migliaia di licenziamenti che coinvolgono molte donne in una fascia d’età ricompresa tra i 35 e i 50 anni”.
“Il Governo ha avviato nei giorni scorsi una serie di iniziative per dare le risposte che il settore chiede da anni”, prosegue la nota. “Rispetto delle leggi esistenti e contrasto all’illegalità crescente, che sempre più caratterizza l’attività di call center, sono le parole chiave per impedire tali situazioni”.
“Se gli impegni assunti dovessero essere sostenuti dai fatti, si creerebbero le condizioni per rilanciare un settore importante e guidarlo verso la concreta trasformazione verso una dimensione industriale, attraverso l’innovazione tecnologica ed una maggior attenzione alla qualità del servizio ai clienti, ponendo fine alla barbarie con cui è stato gestito nell’ultimo periodo”.
“Per ottenere questo risultato è necessario che tutti gli attori protagonisti di questa durissima vertenza si assumano le proprie responsabilità – continua il comunicato – a partire dalla committenza che vede coinvolte tutte le più grandi imprese del Paese, che non possono continuare a sostenere di voler contribuire al rilancio dell’occupazione e, invece, essere la principale causa di quanto accade”.
“Le aziende committenti e del settore hanno enormi responsabilità: dalle nebbiose pratiche degli uffici acquisti alle politiche retributive dei dirigenti, alle gare al massimo ribasso, proposte da un lato ed accettate dall’altro, che non permettono di sostenere neanche il costo del lavoro. È stato un errore clamoroso che ha portato l’intero settore nel baratro”.
“Tutte le imprese del settore, hanno i conti in rosso per la gestione delle attività prestate sul territorio nazionale, salvo che non si siano prestate a delocalizzare all’estero le attività o a gestirle con modelli ‘creativi’ al di fuori delle leggi e delle regole”.
“Il Governo deve proporre un patto di sistema: anche le istituzioni hanno la loro fetta di responsabilità. Un patto tra committenza, oltre il 70% delle attività è generato dalle dieci più grandi imprese di servizi del Paese, imprese fornitrici del servizio e parti sociali che consenta di scongiurare le migliaia di licenziamenti e trasformare il settore da una logica di costo a un’opportunità di business, esattamente come avvenuto negli Stati Uniti o in Francia”.
“Le tre città interessate vedranno, nei prossimi giorni, un crescere di iniziative di mobilitazione a sostegno della difficile vertenza. Già domani, sotto la sede romana di Poste Italiane sfileranno le ‘mamme’ del gruppo Gepin e di Uptime accompagnate dai loro figli, vere vittime di un sistema malato e distorto”.


ASCOLTA le trasmissione di radioarticolo1 “Almaviva, conto alla rovescia” del 18/03/2016 e “Vertenze in primo piano” del 23/03/2016

PER MAGGIORI INFORMAZIONI visita il sito della Slc Cgil

LEGGI gli articoli di Rassegna Sindacale “Almaviva: 3000 licenziamenti, dramma sociale”  e  “Almaviva: mobilità per 2.290 dipendenti

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