Alcoa: CGIL, futuro ancora incerto, ma passi avanti con possibile investitore per Portovesme


Dopo l’incontro di ieri, 23 luglio, al Ministero dello sviluppo economico, il quadro resta complesso ma c’è qualche passo avanti per l’impianto Alcoa di Portovesme. Ci sarebbe infatti un nuovo soggetto interessato a rilevare l’impianto sardo (si tratterebbe della Glencore società anglo-svizzera). “Si tratta di un competitore internazionale che una volta ottenute garanzie certe sul costo e sui tempi dell’operazione di cessione, avvierà una verifica con Alcoa sulle condizioni e potrà presentare ufficialmente la manifestazione di interesse”, ha spiegato Salvatore Barone, responsabile dei Settori produttivi per la CGIL nazionale presente all’incontro. Viene così parzialmente chiarito il quadro che si prospetta per il sito sardo, per il quale viene chiesta continuità industriale con la cessione ad altra impresa.

Riguardo la necessità di procedere a una riduzione del costo dell’energia per agevolare l’insediamento di un nuovo operatore, avanzata da più parti, Barone ha sottolineato come “un altro aspetto positivo”, emerso dall’incontro di ieri, sia “il coinvolgimento diretto dell’Enel nella definizione  dei costi dell’energia, favorevole e corrispondente ad un periodo medio lungo, così da dare certezze alla multinazionale interessata all’impianto”.

Inoltre, Governo e Regione hanno assicurato al gruppo industriale interessato l’intenzione di sostenere la ripresa della produzione e dell’occupazione del sito di Portovesme mettendo a disposizione anche lo strumento del Contratto di Sviluppo e completando le infrastrutture in tempi certi.

Di fronte alla richiesta dei sindacati di prorogare la manutenzione delle celle oltre il 31 luglio per agevolare l’eventuale cessione ad altra azienda e quindi il ‘restarting’ dell’impianto Alcoa ha confermato l’impegno di risorse finanziarie a sostegno di un eventuale riavviamento dello smelter e ha dichiarato che la cessazione al 31 luglio del programma di manutenzione, non pregiudicherà la possibilità di riavvio dell’impianto. 

Intanto, martedì prossimo, 29 luglio si riunirà la task force composta da Governo, Regione, sindacati e ministro del Lavoro per monitorare la vicenda dello smelter di Portovesme e per discutere della questione degli ammortizzatori sociali, in particolare, ha sottolineato Salvatore Barone “per i lavoratori dell’indotto, che sono stati collocati nella shortlist composta da dodici situazioni che meritano, per la loro gravità, di accedere agli ammortizzatori in deroga a prescindere dalle nuove regole”. In attesa di nuovi sviluppi  rimane la preoccupazione per il futuro dei circa 800 lavoratori, tra diretto e indotto, dell’Impianto di Portovesme.

Allegati:

Alcoa verbale di incontro MiSE 23 luglio 2014.pdf