Aborto: Cgil, Governo non ignori anche richiamo Onu


Roma, 29 marzo – “Le donne hanno diritto, in tempi brevi e certi, a vedersi finalmente garantito negli ospedali quanto previsto dalla legge 194”. Così la responsabile delle politiche di genere della Cgil nazionale Loredana Taddei.

“Dopo che il Consiglio d’Europa ha accertato, per la seconda volta nel giro di due anni, la violazione del diritto alla salute delle donne, ora – prosegue la dirigente sindacale – anche il Comitato per i diritti umani dell’Onu denuncia il nostro Paese per l’elevato numero di medici che si rifiutano di praticare l’interruzione di gravidanza e per le conseguenti difficoltà di accesso agli aborti legali”.

“L’Italia, a causa della sempre più estesa obiezione di coscienza calcolata tra l’80 e il 90%, è in fondo alla graduatoria europea per la tutela della salute di coloro che vogliono abortire. Donne costrette a spostarsi da una struttura all’altra, anche in Regioni diverse o addirittura a recarsi all’estero per trovare un ente ospedaliero che assicuri loro la prestazione richiesta. E’ di poche settimane fa – ricorda Taddei – il caso di una donna di Padova, che si è rivolta a ventitrè nosocomi del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige, per poi riuscire a interrompere la gravidanza grazie all’azione della Cgil.

“E’ dovere del Governo – conclude Taddei – rimuovere gli ostacoli alla piena e corretta applicazione della legge 194, anziché negare il problema e i dati che confermano la gravità dell’obiezione”.