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08/02/2010
CGIL: Epifani, governo apra confronto su crisi porti italiani
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Roma, 8 febbraio - "E’ grave che il governo non abbia ancora aperto un tavolo di confronto sulla crisi della portualità". E’ quanto afferma il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani in merito alla situazione dei porti italiani e in particolare dello scalo di Gioia Tauro dove otto lavoratori sono da sette giorni arrampicati su una gru per denunciare il declino del porto calabrese. Secondo il leader della CGIL: "è evidente la necessità di ridefinire l'intera strategia della portualità italiana al fine di permettere al sistema paese di recuperare competitività nel sistema della logistica”. “Chiediamo al governo - conclude Epifani - di convocare immediatamente un tavolo di confronto che permetta di individuare soluzioni immediate e di strategia che contrastino la marginalizzazione dei porti italiani”.
U.S.
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08/02/2010
Intesa Sanpaolo: Solari, accordo inaccettabile, Bonanni fuori luogo
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Roma, 8 febbraio – “La semplice verità è che l’accordo separato in Banca Intesa si basa su un taglio del salario di circa il 40% a fronte di un aumento dell’orario di lavoro pari a 10 ore mensili”. E’ quanto afferma il segretario confederale della CGIL, Fabrizio Solari, in merito all’accordo sottoscritto tra Intesa Sanpaolo e sindacati, senza la CGIL.
“Non abbiamo dubbi – prosegue il dirigente sindacale - che tali clausole saranno accettate dai giovani che in questo modo troveranno un’occupazione, il problema non riguarda loro, ma la moralità di un’intesa che scarica totalmente sulle loro spalle, senza per altro risolverli, i problemi di competitività dell’azienda. Avevamo dato ampia disponibilità a ricercare soluzioni meno inique, è invece prevalsa un’idea aberrante che trasforma il lavoro da un diritto ad un ricatto, tanto più odioso in quanto consumato a danno delle fasce più deboli del mercato del lavoro”.
Riferendosi poi alle parole dei segretari generali di CISL e UIL, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, nel corso della conferenza stampa di questa mattina, Solari aggiunge: “Ogni trionfalismo o giudizio superficiale sulla CGIL è quanto mai fuori luogo, visto che quell’intesa apre un sentiero colmo di pericoli per tutti, sia per chi è occupato che per chi cerca un lavoro. E il delirio di onnipotenza non si ferma qui. Nel tempo rimanente vedo che si lanciano strali e minacce alla Banca d’Italia, rea di non aver assunto con la sollecitudine necessaria l’intesa separata sulla struttura contrattuale. Banca d’Italia farà quello che riterrà, ma non sarebbe male tornare con i piedi per terra, se non altro per la drammaticità della crisi occupazionale che il Paese attraversa”.
“L’idea di essere i soli detentori della verità, la indisponibilità reiterata a sottostare a qualsivoglia verifica democratica e il disprezzo di ogni altra opinione sono tratti preoccupanti per ognuno, tanto di più se si vuole rappresentare i lavoratori”, conclude Solari.
U.S.
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07/02/2010
Fisco: Megale, su tasse Berlusconi che film ha visto?
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Roma, 7 febbraio – “Sulle tasse il presidente del Consiglio racconta un film che ha visto solo lui. In Italia nel 2009 le tasse sul lavoro sono aumentate. Sulla base dei dati elaborati dall’IRES CGIL lo scorso anno la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti è salita al 44,4%, la più alta d’Europa.” Così Agostino Megale, segretario confederale CGIL, risponde al premier sul tema del Fisco. Nel 2009, aggiunge il dirigente sindacale, “i lavoratori dipendenti hanno pagato lo 0,7% di tasse in più rispetto al 2008 e i pensionati un più 0,4%, mentre per la parte più rilevante del lavoro autonomo non c’è stata nessuna variazione rispetto l’anno precedente”.
Inoltre, prosegue Megale, “le retribuzioni di un lavoratore dipendente nel 2009 hanno avuto un aumento medio del 1,7%, pari a 447euro medi lordi l’anno, che dopo il pagamento delle tasse e dei contributi sono diventati 210 euro, meno della metà. E a questo si aggiunge la mancata restituzione del fiscal drag che per il solo 2008 ha pesato sui lavoratori e pensionati per 362 euro medi”.
“Proprio per questo - ricorda il segretario della CGIL - abbiamo aperto una vertenza con il governo per realizzare una riforma fiscale all’insegna di un fisco più giusto. Con un primo obiettivo di 500 euro a testa, entro la primavera, come prima restituzione fiscale 2008-2009, cui far seguire l’obiettivo strutturale di una diminuzione delle tasse di 100 euro medi il mese per i lavoratori e i pensionati. Anche per questo - conclude Megale - abbiamo proclamato lo sciopero generale del 12 marzo, mettendo al primo posto dell’azione sindacale, insieme alla difesa del lavoro e dei diritti di cittadinanza, l’obiettivo di un sostegno ai redditi riducendo le tasse a chi in questi anni ha continuato a pagarne di più”.
U.S.
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05/02/2010
Giustizia: Lamonica, soddisfatti per riuscita sciopero
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Roma, 5 febbraio – “La CGIL esprime soddisfazione per la riuscita dello sciopero dei lavoratori della giustizia e ricorda come le questioni poste a base della mobilitazione costituiscono i veri problemi da risolvere per dare ai cittadini italiani il diritto ad una giustizia rapida, efficiente e giusta”. E’ quanto afferma la segretaria confederale dell’organizzazione sindacale, Vera Lamonica, in merito allo sciopero dei lavoratori giudiziari di oggi indetto da FP CGIL, UIL PA, RdB e FLP per reclamare risorse ed investimenti adeguati a una giustizia rapida ed efficiente e condizioni di lavoro migliori.
“Alle proposte del sindacato - aggiunge - il governo deve rispondere se davvero vuole affermare una linea di rafforzamento, riforma e velocizzazione dei processi. Bisogna garantire al sistema giudiziario le risorse necessarie, investimenti sulla formazione, incremento degli organici, perché queste sono le vere urgenze, e questi i problemi da risolvere - conclude Lamonica - per introdurre un vero processo breve, che sia garanzia di giustizia e di eguaglianza per tutti i cittadini”.
U.S.
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05/02/2010
Protezione Civile: CGIL, no a Spa, è grave stravolgimento
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Roma, 5 febbraio - La CGIL e la categoria della Funzione Pubblica ritengono che la Protezione Civile spa prevista dal Decreto Legge 195/09, in corso di conversione in legge, “segni un grave stravolgimento istituzionale e comporti lo sviluppo ulteriore di una pratica di governo senza controlli e nella totale discrezionalità”. Questo, spiegano in una nota, “è possibile grazie alla dilatazione senza limiti dell’ambito di intervento della Protezione civile, consentita dalla norma sui grandi eventi, dalla conseguente estensione dell’uso del potere di ordinanza, dal trasferimento dei poteri operativi della Protezione civile (affidamento degli appalti di lavori servizi e forniture) ad una Società per azioni”.
La CGIL ritiene che “il potere di ordinanza, che consente la deroga a fondamentali norme giuridiche ordinarie, sia legittimo nei casi di interventi di somma urgenza determinati, in particolare, da calamità naturali (alluvioni, terremoti) o antropiche (incendi, crolli), ma non abbia nessuna giustificazione nel caso di interventi ordinari, per giunta noti con ampio anticipo (eventi agonistici, eventi politici e religiosi, ricostruzione ordinaria di zone precedentemente colpite da calamità)”. Inoltre, continua la nota, “l’ulteriore rafforzamento dell’uso improprio del potere di ordinanza, intestato al Capo del Governo, in qualità di responsabile della Protezione Civile, è da respingere con nettezza in quanto nulla ha a che fare con la sicurezza dei cittadini, dei loro beni e dell’ambiente: si tratta di uno strumento parallelo, che agisce senza trasparenza, né controlli, con risorse pressoché illimitate, e per giunta al di fuori di qualsiasi regola relativa alla contabilità pubblica ed alla concorrenza”.
“Per contribuire ad impedire che questo disegno si compia”, la CGIL e la Funzione Pubblica CGIL organizzano un incontro “con tutti quei soggetti che hanno creduto e credono in un modello di Protezione Civile fortemente partecipato, a partire dal ruolo centrale degli enti locali, trasparente e efficace per intervenire in aiuto dei cittadini. Quel modello sostenuto e apprezzato in tutti questi anni e che ora si vorrebbe asservire ad altri scopi”. L’incontro, a cui saranno presenti il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, ed il Segretario Generale della Funzione Pubblica, Carlo Podda, si terrà il prossimo 17 Febbraio a Roma in Corso d'Italia 25.
U.S.
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05/02/2010
CGIL: nasce oggi la Consulta del Lavoro Professionale
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Roma, 5 febbraio - Si è costituita oggi, per la prima volta nella storia della Confederazione sindacale, la Consulta del Lavoro Professionale della CGIL, mettendo assieme le tradizionali categorie del sindacato con diverse associazioni di professionisti. “Una scelta di innovazione politica, culturale e contrattuale che sceglie di allargare l’orizzonte dell’azione sindacale della CGIL anche a quel mondo delle professioni un tempo ritenuto lontano”, come ha spiegato il segretario confederale della CGIL, Agostino Megale, nel corso dell’appuntamento di Milano ‘Regole e tutele per il lavoro professionale nell’economia della conoscenza’.
La CGIL si apre così a quel mondo “che sempre più presenta, tra le nuove generazioni, tratti e caratteristiche che richiedono capacità di associarsi ed organizzarsi per una politica di diritti e tutele anche finalizzata a superare le vecchio corporativismo insito negli ordini professionali”, ha sottolineato il dirigente sindacale, secondo il quale, infatti, “l’emergenza dell’attuale crisi economica impone a tutti di dare una risposta a partire dalla riforma degli ammortizzatori sociali capaci di dare un sostegno al reddito anche per i circa 300 mila professionisti e i circa 200 mila parasubordinati per i quali solo 1500 persone su 8 mila domande hanno ricevuto il bonus di circa 160 € che non è sufficiente per vivere nemmeno una settimana”.
Anche nelle richieste avanzate al Governo dalla CGIL relative alla riforma fiscale “Per un fisco giusto”, ha concluso Megale, “una proposta specifica è rivolta ai giovani lavoratori, compresi i professionisti con partita iva, i quali non possono fiscalmente essere trattati come un impresa quando impresa non sono e hanno un reddito medio che oscilla tra gli 800 e i 1200 euro mensili”.
U.S.
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05/02/2010
Israele: Rocchi, da Berlusconi no aiuto a soluzione conflitto israelo-palestinese
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Roma, 5 febbraio – “La visita del Presidente del Consiglio in Israele ha messo in evidenza la non volontà del Governo italiano di svolgere un ruolo attivo nella composizione delle vicende israelo-palestinesi”. Lo afferma Nicoletta Rocchi, segretaria confederale della CGIL, nel aggiungere che il sindacato di Corso d’Italia sostiene “il diritto alla sicurezza del popolo israeliano e condanna con fermezza le minacce formulate dall’Iran e l’incitazione alla violenza e al terrorismo nei confronti di Israele”.
Nel contempo la CGIL, spiega Rocchi, “condanna le affermazioni di Berlusconi a sostegno dell’intervento israeliano a Gaza, la sua mancata denuncia del blocco che Israele attua sul territorio di Gaza, la totale indifferenza rispetto alla realtà del muro di separazione ed ai suoi effetti sui diritti fondamentali dei palestinesi, quale il diritto alla mobilità. La posizione del governo italiano ignora le risoluzioni delle Nazioni Unite sul diritto alla sovranità territoriale palestinese. Grave è l’insensibilità dimostrata da Berlusconi rispetto alle condizioni di vita insopportabili dei palestinesi nei territori occupati, colpiti dalla disoccupazione e dalla povertà e impossibilitati perfino a ricevere gli aiuti umanitari che, a causa del blocco unilaterale degli israeliani, molto spesso deperiscono, privando quei cittadini, bambini compresi, anche dei più elementari farmaci”.
Per la segretaria confederale della CGIL “l’atteggiamento acritico nei confronti della politica di Israele conferma il deprecabile voto negativo già dato al rapporto Goldstone e rappresenta una posizione difforme e isolata nell’Unione Europea. Tutto ciò toglie ogni credibilità all’impegno italiano per la ripresa del processo di pace nell’area”. La CGIL chiede che “il Parlamento sia investito della questione ed auspica che vengano assunte decisioni conseguenti in grado di ridare alla politica estera italiana quel ruolo - conclude Rocchi - tradizionalmente riconosciuto al nostro paese, nella risoluzione del conflitto israelo-palestinese”.
U.S.
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05/02/2010
Editoria: Fammoni, no a tagli, ripristinare diritto soggettivo
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Roma, 5 febbraio - “Il decreto sulle Tv è stato approvato in estrema fretta e delle norme e degli impegni sull’editoria nessuna traccia: questa è l’idea di parità di condizioni del Governo sull’informazione”. Lo afferma il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, che aggiunge: “Il sistema editoriale italiano, già in difficoltà e fortemente colpito dalla crisi, non ha bisogno di tagli ma di certezze”.
“Tutto il mondo dell’editoria - sottolinea il sindacalista - ha chiesto il ripristino del diritto soggettivo di cui ad oggi non c’è traccia, si vuole invece sopprimere il sistema autoritativo per la rete distributiva senza preoccuparsi della possibilità di accesso a tutte le testate. Si interviene insomma solo su quello a cui si è interessati, producendo ulteriore concentrazione e monopolio. E’ intenzione dichiarata di tutti gli operatori del settore intervenire su sprechi e distorsioni. Parlare di effettiva vendita e non di tiratura, togliere l’Iva agevolata sui prodotti non editoriali e così via. La convocazione degli stati generali più volte annunciata dal Governo e mai attuata serviva a questo ed ad arrivare ad una organica legge di riforma”.
“Ma il primo atto - conclude Fammoni - non possono essere ulteriori tagli. Non è così che si fa trasparenza nel settore. L’emendamento bipartisan presentato da alcuni Senatori al decreto Milleproroghe, che stabilisce il rinvio di due anni del sistema del riparto nell’erogazione dei contributi all’editoria, consentirebbe di cambiare approccio, di aprire un confronto approfondito per costruire una proposta condivisa. I tagli del 20% all’editoria annunciati provocheranno invece solo ulteriori chiusure e perdite di posti di lavoro”.
U.S.
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04/02/2010
Scuola: Lamonica, governo conferma linea nemica contro giovani
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Roma, 4 febbraio - “E’ la conferma della linea del governo nemica dei giovani e del loro futuro”. E’ quanto afferma la segretaria confederale della CGIL, Vera Lamonica, in merito ai regolamenti della scuola superiore approvati oggi dal Consiglio dei Ministri. “Nel mentre si chiacchiera di giovani - osserva la dirigente sindacale -, senza alcun progetto ed idea concreta e con il solo scopo di usare il tema per destrutturare ulteriormente i diritti e le tutele del lavoro già così pesantemente colpiti, si approvano leggi e si producono atti che tagliano ai nostri ragazzi anche il futuro”.
Lamonica sottolinea come “in tutto il mondo s’investe sull’istruzione e la formazione, vera chiave per agganciare lo sviluppo nell’età della conoscenza e della tecnologia. Al contrario il governo italiano, non riformando nulla, ma solamente applicando i tagli di Tremonti, riduce i tempi e la qualità della scuola, abbassa di fatto l’età dell’obbligo scolastico e quindi devasta ulteriormente l’offerta formativa pubblica”.
Secondo la segretaria confederale CGIL “è inaccettabile che si possa ritornare a concezioni della scuola che credevamo superate per sempre, e che si reintroducano rigide segmentazioni tra i diversi percorsi con l’effetto di segnare una netta separazione tra i ragazzi in base alle condizioni sociali di provenienza. Un Paese già ingessato e socialmente ingiusto vede così esaltare l’idea che le diseguaglianze possano ulteriormente accentuarsi e soprattutto che possano essere fotografate e predeterminate già dall’adolescenza. Questa politica - conclude Lamonica -, che ha già distrutto il presente dei giovani, si prepara a compromettere il futuro di coloro che sono ancora bambini”.
U.S.
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04/02/2010
Tv: Decreto; Fammoni, rilievi commissioni misura problemi
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Roma, 4 febbraio - “La quantità di rilievi delle Commissioni di Camera e Senato è significativa dei problemi del decreto TV e del fatto che avevamo ragione nel denunciarlo. Bisogna adesso vigilare che almeno queste norme siano cambiate nel decreto definitivo, a partire da quelle sulla produzione culturale, ma certo non basta”. Lo afferma il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, in merito al decreto Romani che recepisce le nuove norme in materia di tv e internet.
“Nel settore in cui è più forte il conflitto di interessi del premier - osserva - si interviene, con evidente eccesso di delega, dando un ruolo solo consultivo al Parlamento. Non vanno bene le norme sulla pubblicità e sui programmi per il tetto antitrust che produrranno ulteriore concentrazione”.
“Sono da cancellare le norme su Internet: è davvero incredibile che si sposti il problema sull’autorità che già aveva criticato quelle norme prevedendo rilievi dalla Commissione Europea. Da quest’ultima - conclude Fammoni - ci aspettiamo, infatti, una precisa e rigorosa posizione, così come deve essere valutata la chiamata in causa della Corte di Giustizia”.
U.S.
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03/02/2010
Protezione Civile: CGIL, no a riforma autoritaria e centralistica
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Roma, 3 febbraio - La CGIL considera “autoritaria e centralistica” la riforma della Protezione Civile decisa dal Governo con il Decreto legge 195/09 ed oggi in corso di conversione al Senato. La CGIL in una nota ricorda come “insieme ai tanti lavoratori, cittadini, associazioni impegnate nel volontariato, istituzioni locali e regionali ha lottato per ben 40 anni per realizzare un sistema di Protezione civile a forte partecipazione locale, distribuita sul territorio, incardinata sulla figura dei sindaci, efficace a difendere i cittadini dai tanti pericoli naturali e antropici di cui il soffre il nostro Paese. Un modello che in tutti questi decenni è stato capace di risolvere le tante emergenze e che i cittadini hanno imparato a stimare".
Tutto l'opposto del modello Protezione Civile che vuole realizzare il Governo, ovvero "un modello di Protezione Civile che vuole realizzare il governo è un modello autoritario, centralistico, in una certa misura militarizzato, sconnesso dalla rete territoriale, ispirato al principio di sostituzione e non di sussidiarietà e, infine, contrapposto ai sindaci e alle istituzioni territoriali: una sorta di governo parallelo, che va ben oltre le emergenze causate da calamità naturali e con il potere, intestato direttamente al Presidente del Consiglio, di agire in deroga a tutte le norme giuridiche ordinarie".
Secondo la CGIL, “a riprova di questa deriva”, in questi giorni un dirigente della Confederazione di Corso d’Italia “è stato messo sotto accusa dal sottosegretario Bertolaso in quanto reo - spiega la nota - di aver partecipato ad una trasmissione televisiva che discuteva in termini generali della cosiddetta Protezione Civile SpA, dando voce a tutti quei lavoratori delle strutture operative del sistema di protezione civile che si riconoscono nella CGIL e a quella tanta parte del Paese e dell’opinione pubblica che non accettano che il sistema di protezione civile venga privatizzato”.
La CGIL, “nel denunciare questo tentativo di intimidazione dei lavoratori del Dipartimento della Protezione Civile, ha dato mandato ai legali di assumere tutte le iniziative necessarie per la difesa del rappresentante della CGIL e per la difesa dell’esercizio del diritto alla critica e sollecita il Parlamento ed i cittadini a impedire questo insano e avventuroso tentativo di ulteriore stravolgimento della Protezione Civile”.
U.S.
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03/02/2010
Iran: CGIL CISL UIL, fermare le esecuzioni, 5 febbraio sit in a Roma
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Roma, 3 febbraio - CGIL CISL UIL condannano la decisione del governo iraniano di eseguire altre nove condanne a morte di dissidenti che hanno preso parte alle manifestazioni di protesta dopo le contestate elezioni presidenziali del 12 giugno 2009. Tali ulteriori condanne fanno seguito alla impiccagione, il 28 gennaio scorso, di due giovani dissidenti, comminate come inaccettabile avvertimento per tutti coloro che intendono scendere in piazza per la libertà e la democrazia, anche in occasione dell’11 febbraio, anniversario della rivoluzione iraniana.
CGIL CISL UIL condannano le continue violazioni dei diritti politici e sindacali, la discriminazione nei confronti delle donne, delle minoranze religiose ed etniche, diritti repressi con la violenza e l’arbitrio. Chiedono al Presidente Ahmadinejad, come gesto distensivo e pacificatore, la cancellazione delle condanne a morte e la liberazione dei dissidenti arrestati.
CGIL CISL UIL chiedono che il governo italiano, l’Unione Europea e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottino al più presto adeguate sanzioni politiche, economiche e commerciali nei confronti del regime iraniano per fermare questa ennesima violazione della moratoria contro la pena di morte approvata in sede ONU. Il rispetto dei diritti umani, sindacali, politici, religiosi, la scarcerazione e il reinserimento al lavoro di tutti gli oppositori, il rispetto dei trattati internazionali in materia di energia nucleare sono le condizioni di una vera democrazia e dell’affermazione dello stato di diritto.
CGIL CISL UIL sostengono le lotte delle migliaia di lavoratori duramente repressi per aver osato formare sindacati indipendenti nel settore dei trasporti, dell’agricoltura e della scuola. CGIL CISL UIL invitano le lavoratrici e i lavoratori, gli attivisti per la pace e per i diritti umani ad una mobilitazione immediata il 5 febbraio prossimo alle ore 10.30 di fronte alla Ambasciata della Repubblica Islamica di Iran a Roma, Via Nomentana 363. Durante la manifestazione sarà organizzata una raccolta di firme contro la pena di morte.
U.S.
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03/02/2010
Ddl lavoro: Fammoni, controriforma, valutiamo ricorso Corte Costituzionale
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Roma, 3 febbraio – “Una vera e propria controriforma del diritto e del processo del lavoro”. E’ questo il giudizio del segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, sul ‘ddl lavoro’ in discussione al Senato per il via libera definitivo, espresso nel corso del convegno organizzato sul tema dalla Consulta Giuridica del Lavoro della CGIL. Il disegno di legge prevede secondo il dirigente sindacale “un meccanismo di certificazione che potrà riguardare singoli aspetti del rapporto di lavoro, anche in deroga alle norme dei Ccnl, e non più solo limitato alla sua qualificazione giuridica: una specie di contratto individuale”.
Inoltre, fa sapere Fammoni, “si prevede di poter demandare sempre attraverso la certificazione ad un arbitrato le controversie, quindi anche in deroga al rispetto di leggi e contratti collettivi. Si vorrebbe togliere così la tutela dei lavoratori alla giustizia ordinaria e comunque si vuole depotenziare il ruolo del giudice del lavoro tentando di relegarlo al puro accertamento del presupposto di legittimità dei provvedimenti datoriali, non riconoscendogli il potere di applicare le leggi secondo i principi costituzionali di adeguatezza e non discriminazione. Una sproporzione evidente - aggiunge - fra i diritti del lavoratore e quelli del datore di lavoro, solo a favore del ruolo dell’impresa, una concezione in cui il lavoro diviene sempre più un puro fattore della produzione”.
Aspetti, quelli contenuti nel ddl, che “capovolgono i fondamenti del diritto del lavoro nato per tutelare il più debole - sostiene il segretario confederale CGIL - e si tenta, capito che la via diretta non è praticabile, di aggirare norme di tutela come quelle dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. E’ vero che la disposizione non toglie al giudice la possibilità di far riferimento ai principi generali dell’ordinamento, ma l’effetto deregolatorio e di pressione di queste nuove norme risulterà enorme e decisivo”.
“Sono scelte inaccettabili - continua - denunciate da tante iniziative e prese di posizione di giuristi, costituzionalisti, avvocati e magistrati. Scelte ideologiche a cui reagiremo con le forme di iniziativa possibile: dall’informazione alle persone, all’attivazione di tutti gli uffici legali, dal ruolo della contrattazione alla mobilitazione, fino al ricorso alla Corte Costituzionale. Questo governo - conclude Fammoni -, invece di pensare a tutele nella crisi per i lavoratori, usa la crisi per programmare un ulteriore aumento della precarietà e della instabilità del lavoro”.
U.S.
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03/02/2010
Alitalia: Epifani, siamo oramai alla cancellazione del diritto di sciopero
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Roma, 3 Febbraio – “Tra le tante deroghe accordate ad Alitalia per favorire la sua privatizzazione si aggiunge ormai anche la cancellazione del diritto di sciopero”. E’ quanto afferma il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani.
“E’ la nona volta che uno sciopero proclamato nel pieno rispetto della legge e senza alcun rilievo da parte della Commissione di Garanzia - aggiunge il leader della CGIL - viene differito con un’ordinanza del ministro dei Trasporti. E’ evidente che, per quanto autorevole, l’atto amministrativo di un ministro non può cancellare un diritto costituzionale”.
“Un abuso in questa direzione - conclude Epifani - è inquietante, la CGIL farà tutto il necessario per riaffermare l’equilibrio dei diritti e l’osservanza della legge”.
U.S.
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03/02/2010
Lavoro: Fammoni, dato cig specchio impietoso di grave crisi
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Roma, 3 febbraio – “Specchio impietoso della gravità della crisi”. Così il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, commenta i dati diffusi oggi dall’Inps circa le richieste di cassa integrazione a gennaio 2010.
Il dirigente sindacale sottolinea come “le richieste della cassa integrazione lo scorso mese sono aumentate del 186% rispetto a gennaio 2010: un mese, quest’ultimo, segnato già dal forte impatto della crisi. Per intenderci - continua Fammoni - le 84,5 milioni di ore di cig autorizzate a gennaio sono pari al 40% di tutte le ore del 2008”. Inoltre, aggiunge, “la disoccupazione ordinaria supera 1.213.000 unità nel 2009, ovvero il doppio dell’anno precedente, e sommata a mobilità e a disoccupazione con requisiti ridotti arriva a circa due milioni di domande presentate”.
“Questo è un anno a forte rischio - conclude Fammoni - e dove è importante rafforzare il sostegno formativo ai lavoratori ma contemporaneamente c’è bisogno di riconfermare e ampliare, a chi ne è privo e a chi ne è al termine, il ricorso agli ammortizzatori sociali”.
U.S.
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02/02/2010
P.A.: Gentile (CGIL), sempre più disapplicato decreto Brunetta
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Roma, 2 febbraio – “Varato il famoso ‘decreto Brunetta’ sta iniziando una attività di ‘disapplicazione’ del decreto stesso”. Lo denuncia il responsabile del dipartimento Settori pubblici della CGIL Nazionale, Michele Gentile, nel sostenere che “si è partiti dalla famigerata Protezione Civile spa, per la quale si prevede tra l’altro che il personale ‘fuoriesca’ dal campo di applicazione della Legge Brunetta, e si è passati alla Difesa Servizi spa, dove anche qui il personale dipendente della società esce dall’ambito di applicazione della Legge Brunetta”.
Inoltre, aggiunge il dirigente sindacale della CGIL, “è in discussione in Parlamento un provvedimento legislativo sulla riforma dell’ordinamento delle Camere di Commercio: anche in questo caso una parte del personale avrà una specifica definizione contrattuale al di fuori dell’ambito di applicazione del decreto Brunetta”. Oltre queste ‘disapplicazioni’, Gentile fa sapere che “come se non bastasse, una recente circolare del Ministro della Funzione Pubblica taglia fuori da una parte qualificante della riforma Brunetta, ovvero l’obbligo alla trasparenza pena le sanzioni, la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Quest’ultima, con uno provvedimento ‘fatto in casa’, definirà in autonomia i limiti nei quali si applicherà (forse) il decreto. Nel frattempo però non vi saranno sanzioni nel caso non venisse rispettato l’obbligo di pubblicare sul sito le retribuzioni dei dirigenti”.
“Ma forse non tutti sanno che quanto vale per la Presidenza del Consiglio ha valore anche per il Dicastero retto dal Ministro Brunetta, che così si sottrae ad una norma prevista dal suo stesso decreto. Se tutto ciò non fosse il segno di una politica fatta di gravi strappi istituzionali e di sottovalutazione dei diritti del lavoro, verrebbe da dire che - conclude Gentile - il decreto Brunetta è tanto brutto che chi può lo evita”.
U.S.
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02/02/2010
Lavoro: CGIL, contro riforma processo domani convegno con Epifani
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Roma, 2 febbraio - “L’attacco ai diritti dei lavoratori e i limiti all’azione della magistratura nel disegno di legge sulla giustizia del lavoro”. E’ questo il titolo del convegno, promosso dalla Consulta Giuridica del Lavoro della CGIL, che si terrà domani mercoledì 3 febbraio a Roma presso la sede della CGIL Nazionale in Corso d’Italia 25 dalle ore 10.30, alla presenza del segretario generale, Guglielmo Epifani, e del segretario confederale, Fulvio Fammoni.
Il convegno sarà incentrato sulla “controriforma del processo del lavoro” messa in campo dall’attuale governo con il disegno di legge 1441-quater-B che, in seconda lettura, approderà alla Camera dei Deputati il 25 Gennaio. Al convegno, oltre ai già citati dirigenti sindacali, parteciperanno giuslavoristi, costituzionalisti e processualisti di rilievo.
U.S.
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02/02/2010
CGIL: Congresso; Epifani, sovranità assoluta iscritti, sì unanime Direttivo
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Roma, 2 febbraio - Il Comitato Direttivo della CGIL ha approvato oggi all’unanimità un ordine del giorno proposto dal segretario generale Guglielmo Epifani che impegna tutta l’organizzazione a completare il percorso congressuale sulla base delle regole approvate e ispirate al principio “una testa un voto” (riportato in basso, nda).
Il XVI Congresso della CGIL, come quelli precedenti, ha detto Epifani nella sua comunicazione al Direttivo, “si svolgerà sulla base del principio della sovranità assoluta degli iscritti all’organizzazione”, secondo la regola “una testa, un voto”. Epifani ha ricordato che le regole democratiche del Congresso sono state votate all’unanimità dal Direttivo e ha indirizzato a tutti l’invito a “riconoscersi nel risultato del Congresso, quale che esso sarà. In questa organizzazione - ha sottolineato Epifani - non ci sono nemici e avversari: ci sono due mozioni alternative e attraverso il voto gli iscritti della CGIL sono chiamati a decidere identità e programma che saranno validi per tutta l’organizzazione”.
In questa fase, ha aggiunto Epifani, “nessuno sa come finirà il Congresso, nessuno ha dati in proposito mentre si stanno svolgendo le assemblee congressuali. Questi sono giorni cruciali e tutti devono impegnarsi affinché i congressi si svolgano al meglio e questo significa fare discussioni serie sul merito delle proposte avanzate escludendo modalità che scoraggino o dividano i nostri iscritti, con il rischio di lasciare poi segni profondi sull’organizzazione”.
Circa alcune polemiche sorte nei giorni scorsi, “che sono andate in qualche caso al di là del giusto, dell’accettabile e del buon senso”, Epifani ha ricordato che le decisioni assunte dalla Commissione di Garanzia hanno mirato a salvaguardare, nel contesto di un Congresso in cui si contrappongono due mozioni, la rappresentatività scrupolosa del voto degli iscritti interpretando in questo senso l’intesa con la categoria dei pensionati, che attribuisce una ‘quota di solidarietà’ dei propri delegati all’insieme della confederazione “e non alle categorie”. “La scelta della commissione di garanzia - ha spiegato il segretario generale - non cambia il rapporto fra voti e delegati e consente di non alterare il voto democratico. Al termine del processo congressuale il voto degli iscritti sarà rappresentato esattamente nella platea dei delegati così come nella composizione degli organismi dirigenti”.
Fino ad oggi, per le circa 15.000 assemblee svolte, ha poi rilevato Epifani, sono stati presentati alle Commissioni di Garanzia ricorsi in misura molto minore rispetto al Congresso precedente, quando non si fronteggiavano due mozioni alternative e in buona parte le decisioni delle Commissioni sono state prese all’unanimità; molte altre a maggioranza ma non in base agli orientamenti dei componenti le commissioni rispetto alle mozioni. E le commissioni di garanzia sono le sedi alle quali indirizzare ogni eventuale ricorso, sulla base dell’indispensabile “fiducia e rispetto” verso tali organismi.
Il segretario generale ha ricordato il contesto nel quale si svolge il congresso, la grave situazione economica, le molte aree di crisi aziendale, la campagna per un fisco più giusto e lo sciopero generale del 12 marzo. “Sono sempre convinto - ha affermato - che un tale contesto avrebbe richiesto un congresso unitario e una diversa modalità di discussione. Ma il Congresso è comunque un grande processo democratico che può prevedere articolazioni dialettiche più complesse; sta alle responsabilità di tutti - ha concluso Epifani - vivere questo processo all’altezza di quello che tutti rappresentiamo”.
L'ordine del giorno del Comitato Direttivo approvato all'unanimità
Roma, 2 febbraio 2010
Il Comitato Direttivo della CGIL, ascoltata la relazione del segretario generale e il dibattito che ne è seguito, impegna tutta l’organizzazione a muoversi coerentemente con lo spirito e le indicazioni contenute nella comunicazione introduttiva e a completare il percorso congressuale in conformità con le regole approvate, ispirate al principio del rigoroso rispetto della volontà di ogni iscritto e di ogni iscritta; il comitato direttivo chiede a tutte le strutture della CGIL di lavorare – anche attraverso il congresso – alla preparazione e riuscita dello sciopero generale del 12 marzo.
U.S.
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01/02/2010
Lavoro: Istat; Megale, crescita retribuzioni effetto accordo 23 luglio 1993
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Roma, 1 febbraio – “La crescita delle retribuzioni è il frutto di buoni contratti, siglati secondo la prassi del vecchio Accordo del 23 luglio 1993, cioè del cosiddetto effetto trascinamento 2008 e dei rinnovi 2009”. Così Agostino Megale, segretario confederale CGIL, commenta il dato Istat secondo il quale nella media del 2009 l'aumento delle retribuzioni è stato del 3% rispetto al 2008.
“Ad ogni modo - sottolinea il dirigente sindacale - non si può nascondere il dato vero sui salari di fatto dei lavoratori dipendenti italiani nel 2009: nell’Industria, la crescita media, tenendo conto dell’abbattimento dell’occupazione e della compressione delle retribuzioni per i lavoratori in CIG, segna una variazione dell’1,7%, che al netto dell’inflazione, delle tasse e dei contributi, si traduce in una aumento mensile di appena 10 euro. Se poi teniamo conto di tutti i lavoratori dipendenti, compresi quelli in CIG allora quella variazione diventa addirittura negativa (-0,1%), sempre a fronte di un’inflazione dello 0,8%, e La perdita media di potere d’acquisto dei salari 2009 è così dello –0,9%”.
“I dati Istat sulle retribuzioni - conclude Megale - riportano, dunque, l’andamento degli accordi stipulati secondo il Protocollo del 23 luglio 1993, e l’unico contratto che già porta i suoi effetti nel 2009 è quello degli alimentaristi, i cui aumenti previsti in sede unitaria già lasciano intravedere un risultato migliore di quanto si sarebbe conseguito seguendo le regole dell’Accordo separato del 22 gennaio 2009. Lo stesso può essere confermato dagli accordi unitari nei settori delle Telecomunicazioni, della Carta e della Chimica”.
U.S.
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30/01/2010
Crisi: CGIL, in 15 mesi autorizzate oltre 1mld di ore di CIG
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Roma, 30 gennaio - La crisi ha pesato dal suo inizio fino ad oggi per oltre un miliardo di ore di cassa integrazione. Un uragano, segno di una crisi economica profonda, che da ottobre 2008 a dicembre dell’anno dopo ha visto l’autorizzazione di 634.699.339 ore di cassa integrazione ordinaria e 370.384.779 di straordinaria, per un totale di 1.005.084.118 ore di CIG. E’ il quadro che emerge dal Rapporto sulla CIG del 2009 a cura dell’Osservatorio sulla Cassa integrazione del dipartimento Settori produttivi della CGIL Nazionale. Un rapporto che non si limita a stilare l’utilizzo e l’incidenza degli ammortizzatori sociali nel corso dello scorso anno ma che prende in considerazione anche l’ultimo trimestre del 2008 per valutare a pieno l’impatto della crisi sull’occupazione e sul lavoro.
“La CIG - sottolinea la segretaria confederale della CGIL, Susanna Camusso - ha permesso di contenere, fino ad oggi, in parte i riflessi della crisi sull’occupazione e per questo resta essenziale intervenire per prolungare i massimali della CIGO, come fondamentale obiettivo immediato per fermare i licenziamenti”. Quello passato, infatti, si caratterizza come l’anno in cui c’è stato il maggiore ricorso alla CIG di sempre: sono state autorizzate 918.146.733 ore, con un aumento sul 2008 del 311,43%. Ore che hanno coinvolto un numero di lavoratori che ha superato il milione, calcolando un livello medio di ricorso alla cassa pari a 25 settimane o 5 mesi. Se invece vengono considerate le ore di CIG a zero ore, per tutto il 2009 si è registrata un assenza completa di attività produttiva per l’intero anno di oltre 478mila posizioni di lavoro.
Per questo milione di lavoratori i riflessi della loro condizione sul reddito sono sati molto pesanti. Nel rapporto si calcola che l’ammanco nelle loro tasche è di oltre 3 miliardi e 300 milioni di euro mentre se consideriamo il valore assoluto, ovvero le zero ore, la minora disponibilità economica peggiora ulteriormente ed è di oltre 3 miliardi e 700 milioni (sempre considerando valori e perdite medie sugli stipendi). Ovvero, ogni lavoratore se è stato in CIGO o in CIGS in relazione ad un periodo di 25 settimane, ha perso tra i 3.000 e i 3.500 euro, mentre un lavoratore che è stato a zero ore per tutto l’anno ha perso tra i 7.500 e gli 8.000 euro.
Dallo studio della CGIL, inoltre, emerge che la sola CIGO nel 2009 ha totalizzato 578.152.096 di ore, con un aumento del 410,37% sull’anno precedente, con alcuni grandi settori, anche in termini occupazionali, come quello Trasporti e comunicazioni e quello Metallurgico, che hanno visto un incremento della cigo rispettivamente di +1.025% e +1.245%. Il settore Meccanico ha aumentato la richiesta di CIGO del +703% per un totale di 299.719.191 ore. E’ cresciuta anche la CIGS, pari a + 209% sul 2008, in particolare nella seconda parte dell’anno, anche con un raddoppio di ore sui mesi precedenti, raggiungendo i livelli attuali di erogazione della CIGO: il risultato è segno di un peggioramento degli aspetti strutturali della crisi industriale ma anche il frutto dell’entrata in vigore della nuova normativa che ha introdotto la possibilità, una volta completate le 52 settimane di CIGO, di continuare la sospensione dal lavoro in regime di CIGS.
Quanto alle regioni che hanno totalizzato un maggiore ricorso alla CIGO, si segnalano la Lombardia con 182.107.335 ore, per un aumento del +627%, l’Emilia Romagna con +813%, l’Abruzzo con +618%, il Piemonte con +532%, il Veneto con +567% e le Marche con +482%. La CIGS, sta rapidamente colmando per volume di ore, la differenza con la CIGO ed è aumentata considerevolmente con incrementi che vanno dal 100% al 500%, a partire dall’Emilia Romagna con 21.783.353 di ore e un aumento del +541%. È evidente che le Regioni con più ore sono anche quelle che hanno una struttura industriale più consistente e che nelle altre, soprattutto per le Regioni del mezzogiorno, lo spessore della crisi si evidenzia con altri indicatori.
“L’alto ricorso alla CIG - fa notare Camusso - ha rappresentato nello stesso tempo una difesa dagli effetti della crisi produttiva ma anche il risultato di una crisi profonda che ha investito il nostro apparato produttivo”. Una crisi che per la dirigente sindacale “non è affatto superata, anche se siamo in presenza di una ripresa minima degli ordinativi almeno sulle esportazioni, mentre permane un forte segnale negativo dettato dall’assenza di investimenti in macchine utensili e strumenti, da parte delle imprese”. Camusso fa inoltre sapere che “ciò che noi stiamo registrando in queste settimane è un aumento delle richieste di licenziamenti: un nuovo fronte della crisi che si sta aprendo in molte aziende”. Infatti, rileva, “molte grandi aziende, che possono agire diversamente, stanno invece approfittando della situazione e scaricano le difficoltà sui lavoratori mentre altre aziende, in particolare le Pmi, che non reggono più e non vedono opportunità di ripresa né iniziative concrete che possano sostenerla”.
Per quanto riguarda le causali dei decreti nel ricorso CIGS, infatti, dall’analisi del sindacato emerge che l’ aumento per il 2009 è stato del 210% per un totale di decreti di 5.432. Decreti che hanno riguardato oltre 7.818 siti produttivi. Per oltre il 67,62% le domande di concessione della CIGS sono legate alla crisi industriale, con un aumento del 285% sulle domande del 2008. Altre due percentuali si evidenziano tra le altre e riguardano, per il 14,67% richieste di contratti di solidarietà, con un aumento del 270% sull’anno precedente, mentre si registra un aumento dei ricorsi al fallimento, +127,35% e rappresenta il 4,90% del totale delle richieste.
U.S.
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29/01/2010
Lavoro: Fammoni, dato occupazione 2009 gravissimo
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Napoli, 29 gennaio - “Prosegue, con un aumento di intensità, mese dopo mese, la crescita della disoccupazione. A dicembre 2009, rispetto al mese precedente, si è registrato un +0,2%, pari a 57mila nuovi disoccupati (erano stati 30mila a novembre). E’ la fotografia del dato gravissimo dell’occupazione dello scorso anno, ma contemporaneamente delle ripercussioni sul 2010 confermate, del resto, dalle notizie su tante realtà produttive”. E’ quanto sottolinea, in una nota, il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, in merito alle stime provvisorie su occupati e disoccupati diffuse oggi dall’Istat.
“Numeri, purtroppo, in costante peggioramento - precisa Fammoni - nonostante l’altissimo ricorso ad ammortizzatori sociali (circa un miliardo di ore di cassa integrazione autorizzate nel 2009). Un dato formale già molto grave, ma che impressiona se rapportato ad una realtà sostanziale che ha un livello di inattività fra i più alti in Europa ed un enorme bacino di lavoro nero, al tasso di disoccupazione giovanile, all’emergenza Mezzogiorno”. L’esame dei dati, secondo il dirigente sindacale, “è di vera emergenza se rapportato al dicembre 2008, che scontava già i primi effetti della crisi e del calo dell’occupazione: meno 306mila occupati e più 164mila inattivi”.
“Qualcuno oggi - si chiede il segretario confederale della CGIL - avrà ancora il coraggio di commentare: ‘Stiamo meglio di altri, il peggio è passato, è già stato fatto tutto il necessario?’ Adesso siamo ad uno snodo chiave. E’ il momento delle responsabilità e delle azioni concrete. Molte imprese sono ancora a rischio chiusura, altre usano impropriamente la crisi per ristrutturare, altre ancora stanno programmando la propria attività futura sulla base di una previsione di produzione piatta. Se queste fossero le scelte, le ripercussioni sul lavoro sarebbero ancora più gravi. Per questo oggi occorre produrre il massimo sforzo di prolungamento delle tutele e di ampliamento a chi ne è privo, bloccare i licenziamenti e far ripartire la produzione e lo sviluppo in maniera consistente, intervenire sul fisco per lavoratori e pensionati e far ripartire i consumi”.
“E’ evidente - conclude Fammoni - che non ci siamo, che le scelte del Governo, nonostante la propaganda, non corrispondono alle necessità del Paese. Il Governo deve porre rimedio e per questo, fino a risultati concreti, proseguirà la nostra iniziativa di protesta e di mobilitazione. I temi al centro dello sciopero generale del 12 marzo sono questi”.
U.S. Campania
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28/01/2010
Edilizia: CGIL, basta condoni, insulto a onesti
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Roma, 28 gennaio - La CGIL chiede che il Parlamento respinga la proposta di riaprire i termini del condono edilizio. Un’iniziativa che la Confederazione in una nota definisce “un insulto ai cittadini onesti e una aggressione all’ambiente che deve essere respinta”.
“Mentre il nostro Paese - si legge nella nota - necessita di essere messo in sicurezza dai tanti dissesti idrogeologici, e dal permanente rischio sismico; mentre il “parco edilizio” ha bisogno di verifiche profonde e di interventi di messa in sicurezza; mentre bambini, donne e uomini muoiono sotto le macerie di edifici fatiscenti e/o mal costruiti; mentre troppe famiglie subiscono sfratto o pignoramento perché la crisi non permette loro di pagare l’affitto o la rata di mutuo; mentre il vero Piano per l’edilizia sociale è praticamente fermo e il Fondo sociale per l’Affitto viene decurtato ogni anno, in Parlamento qualcuno della maggioranza propone un altro, l’ennesimo, condono edilizio”.
“La maggioranza di governo - prosegue - non contenta di quella sorta di condono preventivo del Piano per l’edilizia, fatto passare come misura fondamentale contro la crisi ma che di fatto non ha ancora prodotto nulla, oggi vuole riaprire i termini del condono edilizio retroattivo estendendolo fino a Dicembre 2010. Una misura che la CGIL - conclude la nota - considera un insulto ai cittadini onesti e una aggressione all’ambiente che deve essere respinto”.
U.S.
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28/01/2010
Ddl Lavoro: Fammoni, norme sbagliate e gravi, reagiremo
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Roma, 28 gennaio - “Norme sbagliate e gravi”. Così il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, valuta l’approvazione alla Camera del ddl Lavoro collegato alla legge Finanziaria. Un giudizio che il dirigente sindacale lega “all’abbassamento dell’obbligo scolastico con la decisione dell’apprendistato a 15 anni e con le norme sul processo del lavoro, attraverso le quali si capovolgono i fondamenti del diritto del lavoro nato per tutelare i più deboli”.
Per Fammoni “sono scelte definite sbagliate non solo da noi ma da tante iniziative e prese di posizione di giuristi, esperti di didattica, costituzionalisti, avvocati, magistrati, docenti e altri ancora. Scelte ideologiche - conclude - contro le quali reagiremo non solo con proposte alternative ma con le forme di iniziativa possibile”.
U.S.
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28/01/2010
CGIL: Panini, affermazioni su irregolarità Congresso senza fondamento
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Roma, 28 gennaio - “Le affermazioni circa una presunta alterazione dei dati relativi al voto delle iscritte ed iscritti nelle assemblee in corso per il 16° Congresso della CGIL, rimbalzate su alcuni organi di informazione, sono assolutamente destituite di ogni fondamento”. E’ quanto afferma in una nota il segretario confederale della CGIL, responsabile d’organizzazione, Enrico Panini.
“Le assemblee - aggiunge - si svolgono sulla base di un rigoroso Regolamento approvato all’unanimità dal Comitato direttivo e in ogni provincia sono costituite Commissioni, rappresentative di tutte le posizioni congressuali, deputate a dirimere ogni contestazione. Il Congresso della CGIL si basa sul voto delle iscritte ed iscritti, sull’applicazione del proporzionale puro e rende impossibile ogni interpretazione tesa ad alterare il rigido rispetto del voto nella definizione dei delegati spettanti ad ogni mozione e nella determinazione del rapporto fra queste. La stessa Intesa fra segreteria della CGIL e SPI - prosegue il dirigente sindacale -, contestata da alcuni dirigenti, che mette a disposizione delle categorie dei lavoratori attivi una parte di posti spettanti a delegati appartenenti al Sindacato pensionati, si svolge nel rigido rispetto dei consensi ottenuti da ogni mozione nelle assemblee di base del sindacato pensionati”.
Infine, conclude Panini, “a due terzi dei congressi di base già svolti, i ricorsi verso assemblee presentati alle Commissioni di Garanzia provinciali sono inferiori, e di molto, a quelli presentati in occasione dei precedenti Congressi. La stragrande maggioranza dei ricorsi è stata accolta o respinta con voto unanime delle Commissioni. Ciò, a maggior ragione, conferma la bontà ed il rispetto delle regole”.
U.S.
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28/01/2010
Occupazione: Fammoni, situazione molto grave, governo senza strategia
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Roma, 28 gennaio – “E’ evidente che la situazione è ancora molto grave. Ben venga qualsiasi segnale di ripresa, ma non lo si può spacciare per superamento della crisi e soprattutto della durezza della realtà occupazionale”. E’ quanto afferma il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, in merito ai dati sul ‘Lavoro e retribuzioni nelle grandi imprese’ diffusi oggi dall’Istat.
“Dati - rileva il dirigente sindacale - che continuano a censire gli effetti della crisi: l’occupazione cala ancora, in realtà dove è già diminuita durante gli ultimi anni, solo parzialmente temperata da un elevato ricorso alla cassa integrazione. Inoltre cala rispetto al mese precedente e nel rapporto con gli ultimi tre mesi. Rispetto allo scorso novembre, periodo di forte incidenza della crisi, perde ancora un 2,9%. Nei primi undici mesi di quest’anno il dato arriva a meno 3,8%”.
Secondo Fammoni “la pervasività della crisi è leggibile e riguarda come da tempo l’industria (-8,4% al netto della cassa) ma non è più temperata dalla tenuta del settore dei servizi (-1,4% nei primi undici mesi). A fronte di queste indicazioni è evidente che occorrono maggiori tutele per il lavoro e una politica industriale e fiscale per far ripartire la domanda e quindi la produzione. Non serve la propaganda ma uno sforzo straordinario per la ripresa che, in modo evidente e preoccupante nelle politiche del governo, manca e che è invece - conclude - il programma e le proposte al centro dello sciopero generale indetto dalla CGIL per il 12 marzo”
U.S.
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27/01/2010
CGIL: Megale a Sacconi, confonde suo desiderio con dura realtà
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Roma, 27 gennaio - “Probabilmente confonde il suo desiderio di un mondo senza scioperi con la realtà che invece, proprio a causa del fatto che il governo di cui fa parte non ha nel suo dna l’attitudine al confronto con le parti sociali, costringe a fare i conti con la drammaticità della crisi più pesante dal dopoguerra”. Così il segretario confederale della CGIL, Agostino Megale, replica alle parole di oggi del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, sullo sciopero generale proclamato dal sindacato per il 12 marzo.
Una mobilitazione, rileva il dirigente sindacale, “che punta a sostenere la richiesta di fermare i licenziamenti, di dare risposte concrete all’occupazione e di costruire un fisco giusto. Questo governo ha eliminato dal suo vocabolario parole quali concertazione e confronto, tant’è che pur avendo ricevuto la richiesta di aprire un tavolo sul fisco ha ritenuto di non dare nessuna risposta”.
Quanto alle dichiarazioni del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, Megale ricorda che “parlare di equità non è affatto un esercizio astratto, come sostiene il Ministro, ma è semplicemente giusto, soprattutto guardando alle condizioni di lavoratori, pensionati, e delle cosiddette famiglie medie che solo tra il 2002 e il 2008 hanno visto ridursi progressivamente il loro potere d’acquisto mediamente di 1.500 euro e che, al contrario, negli ultimi trent’anni hanno visto aumentare le proprie tasse di 3.285 euro annui in più, pari a circa 274 euro mensili, oltre alla mancata restituzione del fiscal drag che, tra il 2002 e il 2008, pesa da sola circa 1.200 euro”.
Ragioni che hanno indotto la CGIL ad aprire una vertenza con il governo ‘Per un fisco giusto’: “Una riforma fiscale strutturale - osserva il segretario confederale CGIL - basata su un principio di graduale riequilibrio del peso del fisco, attraverso uno spostamento deciso del prelievo, dai redditi da lavoro e da pensione verso le rendite e i patrimoni, e su una vera lotta all’evasione che porti in tre anni a lavoratori dipendenti e pensionati 100 euro in più in busta paga ogni mese. Su questi obiettivi abbiamo avviato una campagna di comunicazione con un messaggio chiaro: in Italia, ogni contribuente onesto paga una tassa in più, quella sull’evasione, che abbiamo quantificato in circa 3mila euro l'anno”.
Secondo Megale “è dunque proprio a partire dal fisco che bisogna avviare un processo inverso da quello adottato nel passato: dare risorse a lavoratori dipendenti e pensionati in modo tale che coloro che hanno sopportato ieri il maggior peso del risanamento diventino oggi il principale motore per il rilancio dell’economia. Sostenendo infatti i redditi della maggior parte dei contribuenti, cioè proprio la massa di lavoratori dipendenti e pensionati, si sostiene il contributo strutturale alla crescita del Pil dei consumi, la domanda interna, la crescita potenziale del Pil e il conseguente ritorno in termini di gettito che garantisce un miglioramento dei conti pubblici. Insomma - conclude - il ciclo vitale dell’intera economia”.
U.S.
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27/01/2010
Fiat: Camusso, modalità annuncio Cig indica volontà pressione
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Roma, 27 gennaio – “La scelta della Fiat di annunciare la cassa integrazione, per lavoratori di tutti gli stabilimenti, tre giorni prima il tavolo di confronto sullo stabilimento di Termini Imerese, previsto per venerdì prossimo al ministero dello Sviluppo Economico, dimostra l’indifferenza dell’azienda a positive relazioni tra le parti”. E’ quanto afferma Susanna Camusso, segretaria confederale della CGIL.
Secondo la dirigente sindacale: “Fiat sa bene che l’incontro di dopodomani non può che inquadrarsi nella discussione più generale sul piano industriale e sulla Fiat in Italia. Proprio per questo poteva aspettare l’incontro del 29 per annunciare la sua decisione, discutendone le ragioni e le eventuali misure. Il tempo c’era, la fretta e le modalità indicano, invece, una volontà di pressione per mantenere politiche di incentivi senza vincoli e senza una relazione con quanto avviene negli altri paesi”.
Dall’inizio, ricorda Camusso, “avevamo detto che politiche di incentivi ‘drogano’ la domanda, ma non determinano un’effettiva ripresa. Il tema vero sulla produzione delle auto deve, invece, riguardare: l’innovazione, le nuove alimentazioni e la sostenibilità; la distribuzione dei volumi produttivi di Fiat e l’aumento della produzione in Italia; garanzie per il futuro degli stabilimenti e dell’occupazione. Questi rimangono per noi i vincoli per un’eventuale politica di incentivi oltre che il centro della discussione sul piano industriale”.
Infine, conclude la segretaria della CGIL, “resta poi evidente che il futuro industriale nei due stabilimenti del sud rimane per noi centrale, a partire da una soluzione industriale vera per Termini Imererse in grado di mantenere l’occupazione diretta e indiretta. Fiat non può pensare che una volta annunciato il problema le sue responsabilità passino in capo ad altri”
U.S.
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26/01/2010
Fmi: Megale, governo immobile, necessari interventi su lavoro e fisco
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Roma, 26 gennaio – “La verità è che nella crisi il governo non sta facendo quanto necessario e intanto si allarga il divario con gli altri paesi europei”. E’ quanto afferma il segretario confederale della CGIL, Agostino Megale, in merito alle stime del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) nell'aggiornamento del World Economic Outlook. “Le previsioni del Fmi ci dicono, infatti che senza interventi a difesa dell’occupazione e di sostengo alla domanda interna, e dunque ai redditi da lavoro e da pensione, saranno necessari 6/7 anni per tornare ai livelli pre crisi”.
Secondo il dirigente sindacale “la ragione principale di questa più bassa crescita dell’economia italiana, rispetto a paesi come Germania, Francia e Inghilterra, risiede nella totale assenza di qualsiasi progetto di politica industriale, di sostegno all’occupazione e di riforma fiscale”. Su questo ultimo punto, in particolare, per Megale “appare evidente la tendenza del nostro governo a non stimolare equità e crescita attraverso provvedimenti di natura fiscale, mentre tutti gli altri governi dei paesi industrializzati hanno invece scelto la leva fiscale per sostenere i redditi da lavoro e di conseguenza la domanda interna”.
Per questo la CGIL, “soprattutto in una fase così dirimente come quella attuale, e con la dovuta attenzione all’equilibrio dei conti pubblici, ha aperto una vertenza con il governo per un fisco giusto: una riforma fiscale basata su un principio di redistribuzione del reddito e della ricchezza, già visto nella storia di tutti i principali paesi europei, anche in questa crisi, che porti in tre anni a lavoratori dipendenti e pensionati 100 euro in più in busta paga ogni mese, attraverso elementi di forte solidarietà generati da una vera, e non mediatica, lotta all’evasione e da un’imposta su gli ‘ultraricchi’”.
Una misura che “sulle orme del governo inglese, francese e di quelli scandinavi, permetta all’Italia di ritrovare una crescita ed uno sviluppo tanto equilibrati quanto in espansione. Solo così il nostro Paese può ambire ad una relazione diretta tra lavoro, cittadinanza e stato. In una parola democrazia”. Su questi obiettivi la CGIL ha avviato una campagna di comunicazione all'insegna di un fisco giusto con un messaggio chiaro: “In Italia – conclude Megale - si paga una tassa in più quella sull'evasione che abbiamo quantificato in circa 3mila euro l'anno che ogni contribuente onesto paga in più del dovuto”.
U.S.
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26/01/2010
CGIL: Epifani, sciopero 12 marzo su occupazione, fisco, migranti
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Roma, 26 gennaio - La necessità di fronteggiare la crisi economica ed i suoi effetti sull’occupazione, l’urgenza di interventi immediati per un riequilibrio del carico fiscale a vantaggio di lavoratori dipendenti e pensionati e un cambio di marcia nelle politiche sull’immigrazione sono al cuore della mobilitazione della CGIL e dello sciopero generale proclamato per il 12 marzo. Lo ha detto il segretario generale Guglielmo Epifani nella relazione di apertura del direttivo CGIL.
“E’ preoccupante il quadro determinato dalle diverse crisi industriali, dall’Alcoa alla Fiat nel Mezzogiorno, da Omega-Eutelia a Porto Marghera: quest’anno e anche il 2011 si segnalano come molto difficili per l’occupazione”, ha detto Epifani, sottolineando che “senza un piano complessivo di politica industriale, non solo per i diversi settori ma anche territoriale, sarà molto difficile trovare una soluzione”. Ma dal governo non sembra arrivare nessun segnale in questo senso e il peso più grave si avverte nel Mezzogiorno “dove in intere aree sta diventando molto concreto il rischio di desertificazione industriale”. Nessun piano di intervento concreto per il sud ma progetti come il ponte sullo Stretto che “mostra sempre più di non avere alcun senso, a cominciare dal rapporto costi-benefici. Molto più utile sarebbero interventi di riqualificazione e messa insicurezza del territorio e di politiche ambientali miranti al risparmio energetico”.
Il primo obiettivo dello sciopero generale, dunque, è la richiesta al governo di mettere in campo, oltre che un programma complessivo di politica industriale nel quale considerare le diverse aree di crisi, politiche di sostegno del reddito che vadano dal prolungamento e rafforzamento della cassa integrazione, all’allungamento dei massimali della disoccupazione a interventi a favore dei lavoratori precari che hanno perso il lavoro. Un richiamo è rivolto anche alle imprese affinché “non usino questa crisi, e in qualche caso sta avvenendo, come pretesto per licenziare ed abusare della mobilità”.
Secondo obiettivo è il riequilibrio del prelievo fiscale. “Nel governo in questo momento c’è una grande confusione sul fatto di intervenire o meno sul fisco e nessuna risposta è arrivata alla nostra lettera sul tema. Non si può aspettare che un gruppo di studio esamini il problema, come dice il ministro Tremonti. E’ necessario intervenire subito perchè il carico fiscale pesa in modo ormai intollerabile prevalentemente sul lavoro dipendente e sulle pensioni e se non si cambia rotta, per effetto del drenaggio fiscale a fine legislatura il lavoro dipendente registrerà un aumento di tre punti del prelievo”. La questione fiscale è un grande elemento redistributivo: “non si tratta solo di tagliare le tasse in sé ma di riequilibrare in modo più equo la distribuzione, soprattutto in una fase di grande difficoltà economica come questa, perché da 30 anni è in atto un processo che sposta il peso del prelievo dalla rendita ai redditi da lavoro”. In questo senso “è poco convincente l’ipotesi di spostare il prelievo da imposizione diretta a indiretta. Non è sbagliata in sé ma in questa fase potrebbe pesare sui consumi popolari e anche riaccendere qualche spirale inflazionistica e non affronterebbe, comunque, il tema centrale di una più equa distribuzione”.
Terzo importante obiettivo dello sciopero sono le politiche sull’immigrazione. “Dopo i gravi fatti di Rosarno, che sono stati un segnale grave della profonda esasperazione di quei lavoratori sfruttati, terremo in Calabria due iniziative, una di categoria e una confederale. Faremo pressioni a tutti i livelli per riprendere l’iter di una legge sulla cittadinanza e per arrivare a correggere gli aspetti più gravi dalle leggi di questo governo sugli immigrati. E’ tema centrale dello sciopero generale perché penso – ha detto Epifani – che sia una questione da affrontare unitariamente. Per questo trovo sbagliato uno sciopero di soli migranti: non credo sia la strada migliore usare uno strumento che isola e contrappone e questa è anche l’opinione di tanti lavoratori migranti ascoltati in questi giorni. E’ bene che crescano soggettività e unità, trovo migliori le lotte che uniscono”.
U.S.
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25/01/2010
Lavoro: Fammoni, DDL 1441 quater B contiene controriforma diritto lavoro
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Roma, 25 gennaio – “Il disegno di legge 1441-quater-B, recante “Delega al Governo in materia di lavori usuranti e di riorganizzazione di enti, misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”, da oggi in discussione in aula alla Camera, contiene una vera e propria controriforma del diritto e del processo del lavoro”. E’ l’allarme lanciato dal segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni.
“Il disegno di legge - spiega il dirigente sindacale - prevede un meccanismo di certificazione che potrà riguardare singoli aspetti del rapporto di lavoro, anche in deroga alle norme dei CCNL, e non più solo limitato alla sua qualificazione giuridica: una specie di contratto individuale. Si prevede di poter demandare sempre attraverso la certificazione ad un arbitrato le controversie, quindi anche in deroga al rispetto di leggi e contratti collettivi. Si vorrebbe togliere così la tutela dei lavoratori alla giustizia ordinaria e comunque si vuole depotenziare il ruolo del giudice del lavoro tentando di relegarlo al puro accertamento del presupposto di legittimità dei provvedimenti datoriali, non riconoscendogli il potere di applicare le leggi secondo i principi costituzionali di adeguatezza e non discriminazione. Una sproporzione evidente fra i diritti del lavoratore e quelli del datore di lavoro, solo a favore del ruolo dell’impresa, una concezione in cui il lavoro diviene sempre più un puro fattore della produzione”.
Secondo Fammoni: “si capovolgono così i fondamenti del diritto del lavoro nato per tutelare il più debole e si tenta, capito che la via diretta non è praticabile, di aggirare norme di tutela come quelle dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. E’ vero - aggiunge - che la disposizione non toglie al giudice la possibilità di far riferimento ai principi generali dell’ordinamento, ma l’effetto deregolatorio e di pressione di queste nuove norme risulterà enorme e decisivo”.
“Sono scelte inaccettabili - conclude il segretario della CGIL - denunciate da tante iniziative e prese di posizione di giuristi, costituzionalisti, avvocati e magistrati. Scelte ideologiche a cui reagiremo con le forme di iniziativa possibile: dall’informazione alle persone, all’attivazione di tutti gli uffici legali, dal ruolo della contrattazione alla mobilitazione, al ricorso alla Corte Costituzionale. Questo governo, invece di pensare a tutele nella crisi per i lavoratori, usa la crisi per programmare un ulteriore aumento della precarietà e della instabilità del lavoro”.
U.S.
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24/01/2010
Fisco: Megale, è bugia dire che pressione fiscale non è aumentata
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Roma, 24 gennaio – "Dire che la pressione fiscale con questo governo non è aumentata è dire una bugia". E’ quanto afferma il segretario confederale della CGIL, Agostino Megale, che aggiunge: "Nel 2008 il governo ha messo ‘le mani in tasca’ a lavoratori e pensionati, non restituendo il fiscal drag, per 362 euro medi a testa, con un amento del prelievo fiscale sul lavoro di 0,6 punti. E nel 2009, nel pieno della crisi, la pressione fiscale è salita per il lavoro al 44%, con lavoratori e pensionati che hanno sopportato un punto medio in più di tassazione".
La CGIL, ricorda il dirigente sindacale, "ha chiesto al governo di aprire un tavolo sulla riforma fiscale con l’obiettivo di ridurre le tasse sul lavoro e sulle pensioni già nel 2010 e con l’erogazione di un bonus di 500 euro pro capite entro la primavera di questo anno. Il nostro obiettivo, nel quadro di una riforma triennale, è quello di arrivare ad una riduzione media al mese delle tasse da pagare di circa 100 euro per lavoratori e pensionati, spostando una parte del prelievo fiscale sulle rendite finanziarie, sulle grandi ricchezze e i grandi patrimoni, ripristinando con la tracciabilità una vera ed efficace lotta all’evasione".
"Per sostenere questi obiettivi ed incalzare il governo che continua a parlare lingue diverse al suo interno - conclude Megale - siamo pronti ad intensificare le iniziative di mobilitazione e di lotta e non si capisce perché il segretario generale della CISL, in una intervista al Corriere della Sera, sceglie di polemizzare con la CGIL sull’eventualità di uno sciopero, quando invece dovrebbe spiegare a lavoratori e pensionati perché dopo tre mesi di lavoro unitario sulla riforma del fisco ha deciso di andare in un'altra direzione. Il nostro auspicio è che ci ripensi e che assuma la consapevolezza che la divisione sindacale rischia di aiutare il governo e indebolire i lavoratori e i pensionati"
U.S.
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22/01/2010
Alcoa: Camusso, ora azienda non ha più alibi.
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Roma, 22 gennaio – “Ora Alcoa non ha più alibi, ci sono tutte le condizioni per la salvaguardia della produzione e dell’occupazione in Italia”. Così Susanna Camusso, segretaria confederale della CGIL, commenta il decreto legge approvato questa mattina dal Consiglio dei ministri che “dovrebbe determinare una positiva risposta al tema di un minor costo dell’energia per le imprese delle isole maggiori: Sicilia e Sardegna”.
Secondo la dirigente sindacale “il decreto è stato approvato grazie alla grande pressione e alla lotta dei lavoratori del gruppo Alcoa per la ricerca di una soluzione alla vertenza in atto da mesi, e in considerazione della straordinaria mobilitazione popolare che ha coinvolto le intere comunità ed istituzioni locali”.
CGIL, CISL e UIL, ricorda Camusso “hanno respinto, nei giorni passati, la scelta di Alcoa di procedere alla fermata degli impianti attraverso la cassa integrazione e per questa ragione non hanno partecipato alla riunione convocata dal ministero del Lavoro per l’avvio della procedura”.
“La vigilanza e la mobilitazione dei lavoratori - conclude la segretaria della CGIL - non si ferma, e l’incontro di martedì prossimo presso il ministero dello Sviluppo Economico assume grandissima rilevanza per verificare le effettive volontà di Alcoa di consolidare la sua presenza in Italia” .
U.S.
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22/01/2010
Haiti: accordo solidarietà Sindacati e Confindustria per raccolta contributi
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Roma, 22 gennaio – CGIL, CISL e UIL e Confindustria insieme per Haiti. Le segreterie nazionali delle tre confederazioni e l'organizzazione degli industriali hanno deciso di assumere un'iniziativa congiunta in aiuto delle popolazioni colpite dal catastrofico sisma che si e' abbattuto sui territori della Repubblica di Haiti, in particolare sulla citta' di Port au Prince. Come già realizzato in occasione di altre calamità naturali, Confindustria e Cgil, Cisl, Uil hanno raggiunto un accordo per favorire la raccolta di contributi volontari pari a 1 ora di lavoro da parte delle lavoratrici e dei lavoratori e un contributo equivalente da parte delle imprese. I contributi, raccolti nell'arco dei prossimi 4 mesi, confluiranno in un Fondo che verrà utilizzato per affrontare i gravi problemi relativi alla ricostruzione. Le precedenti iniziative congiunte hanno consentito di impiegare oltre 2 milioni di euro per interventi volti a favorire la ripresa economica, il lavoro e l'occupazione in alcune zone del Sud-Est asiatico colpite dallo tsunami nel dicembre 2004, mentre a breve sarà definita la destinazione dei 7 milioni e 300mila euro raccolti a favore delle popolazioni della Regione Abruzzo.
U.S.
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22/01/2010
Casa: Sindacati, in tempo crisi è necessaria proroga sfratti
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Roma, 22 gennaio - Il numero di famiglie sfrattate aumenterà ancora, e a causa della crisi cresceranno soprattutto i casi di morosità. E' questo l'allarme lanciato da CGIL, CISL e UIL che esprimono preoccupazione per l'assenza della proroga sui procedimenti, nel decreto Milleproroghe, ora all'esame del Parlamento. Secondo i sindacati di fronte all'emergenza ''il Governo sta operando con 'indifferenza' considerando che ad oggi, non si e' ancora proceduto ad una ulteriore e necessaria proroga”. Tutte e tre le sigle considerano ''inaccettabile'' l'atteggiamento dell'esecutivo, che sta ''riducendo i Fondi per il sostegno agli affitti, che dal 2006 al 2009 sono passati da 310.660.000 a 181.101.060 euro, con una diminuzione pari al 43%''. Inoltre, aggiungono, ''non e' stato ancora avviato l'aumento dell'offerta delle abitazioni in affitto, auspicato dal cosiddetto 'Piano Casa', che avrebbe dovuto consentire il passaggio 'da casa a casa' di molte famiglie sfrattate''. CGIL, CISL e UIL chiedono, quindi, ''l'immediata proroga dei procedimenti di sfratto ed un intervento tempestivo per avviare concretamente una politica più attenta alle difficoltà che investono le fasce più deboli della nostra società”
U.S.
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21/01/2010
Bce: Megale, conferma necessità interventi per salari e pensioni
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Roma, 21 gennaio – “La nostra proposta di ridurre le tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni è partita proprio da ciò che la Bce riporta oggi e cioè che bisogna aumentare il potere d’acquisto di salari e pensioni per sostenere la domanda interna e uscire in tempi più veloci dalla crisi”. E’ quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, in merito alle previsioni del Bollettino della Banca Centrale Europea.
Sull’occupazione e sulla crescita, “la Bce oggi e il Fmi ieri confermano come la politica economica fin qui seguita dal governo non sia stata all’altezza”, osserva il dirigente sindacale nel sostenere che “non si esce dalla crisi senza un sostegno al potere d’acquisto per i lavoratori e i pensionati. Un obiettivo che passa inesorabilmente attraverso una riforma, come da noi proposto, che garantisca da subito una prima riduzione delle tasse ai lavoratori e ai pensionati, con un bonus di circa 500euro a testa da erogare entro la primavera, e su cui innestare una riforma strutturale che possa produrre una riduzione delle tasse in busta paga mediamente di 100 euro mensili in tre anni”.
Megale chiede perciò che il governo metta in agenda al più presto una riforma fiscale che premi i lavoratori dipendenti e i pensionati. “Solo sostenendo i redditi da lavoro e da pensione, così come proposto nella nostra piattaforma, si può rilanciare la crescita e lo sviluppo senza perdere competitività, terreno fertile nel contributo dei consumi e degli investimenti alla crescita e allo sviluppo. Il tutto nella piena sostenibilità della finanza pubblica. Cosa sta aspettando ancora il governo? Quanti istituti internazionali ancora dovranno sottolineare l’arretratezza del nostro sistema economico-produttivo prima che il governo - conclude - riporti il timone dell’economia nella giusta direzione?”.
U.S.
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21/01/2010
Processo breve: Epifani, colpo spugna su cause sicurezza lavoro
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Roma, 21 gennaio - L’approvazione in Senato del disegno di legge sul processo breve desta “grande preoccupazione anche per il rischio che comporta di cancellare gran parte dei processi sulla sicurezza sul lavoro”. A lanciare l’allarme è il segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani.
“Il provvedimento rischia di costituire un duro colpo contro l’efficienza della giustizia in Italia – dice Epifani – con la cancellazione, di fatto, di un alto numero di processi fra i quali quelli a carico dei datori di lavoro che, per aver evaso le norme sulla protezione della salute e della vita dei lavoratori, sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo. In casi come questo le norme approvate sono addirittura peggiorative del testo precedente che, almeno, escludeva tutti i processi in corso per reati concernenti l’ambiente di lavoro’’. Fra i processi a rischio estinzione ci sono quelli contro le ecomafie e contro imprenditori senza scrupoli che hanno commesso reati a danno dell’ambiente e della salute dei cittadini e, fra l’altro, processi che hanno sollevato grande allarme sociale ed economico con grande risonanza internazionale,come quello per la vicenda della Cirio .
‘’Invece di intervenire con importanti risorse finanziarie per fornire nuovi organici e mezzi tecnici e garantire così il diritto di tutti i cittadini ad una giustizia giusta ed efficiente, il governo e la sua maggioranza, nei fatti, varano un’amnistia perpetua e mascherata che cancella un numero molto grande di processi e cancella il diritto delle vittime dei reati a vedersi riconosciuto comunque, in una sentenza di un giudice, il danno subito. Poiché l’imputato e la vittima non sono uguali davanti alla legge, diventa legittimo il sospetto sulla costituzionalità di un simile provvedimento di legge”.
Infine, conclude Epifani, “questo disegno di legge comporta la cancellazione di processi per reati economici anche se collegati ad attività della criminalità organizzata o a corruzione di pubblici amministratori e annulla di fatto, nelle attuali condizioni della giustizia, il controllo della legalità e la possibilità di colpire i cosiddetti colletti bianchi”.
U.S.
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20/01/2010
Lavoro: Fammoni, governo abbassa diritti e fa propaganda
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Roma, 20 gennaio – “Non è con l’abbassamento dei diritti o con la propaganda che si affrontano temi centrali come il lavoro dei giovani e la lotta al sommerso”. E’ quanto afferma il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, nel denunciare da una parte l’emendamento al ddl lavoro che introduce la possibilità di assolvere l’ultimo anno di obbligo scolastico in percorsi di apprendistato e dall’altra le iniziative annunciate oggi dal Ministro Sacconi sul lavoro nero.
“L’abbassamento dell’obbligo scolastico a quindici anni attraverso l’apprendistato è – secondo Fammoni - sbagliato dal versante formativo, e per questo non deve essere approvato, ma è altrettanto grave che si tenti in questo modo di superare surrettiziamente attraverso questa via anche l’età minima per lavorare, fissata per legge a 16 anni”.
Inoltre, riferendosi alle parole di oggi del ministro del Lavoro, Fammoni osserva: “L’iniziativa contro il lavoro nero ha bisogno di certezze, credibilità e continuità e non di slogan. Da un lato non si danno le risorse necessarie agli ispettori, si abroga l’indice di congruità, si depotenziano le sanzioni per l’obbligo solidale negli appalti, e poi come nelle migliori tradizioni si dice che si ricorrerà all’esercito o, come in questo caso, ai carabinieri. Non è con l’abbassamento dei diritti o la propaganda - conclude - che si affrontano temi centrali come il lavoro dei giovani e la lotta al sommerso”.
U.S.
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19/01/2010
Immigrati: Soldini (CGIL) aderisce a iniziativa radicali sciopero fame
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Roma, 19 gennaio - Da oggi e per tre giorni il responsabile dell’Ufficio per le Politiche dell’Immigrazione della CGIL Nazionale, Piero Soldini, sarà in sciopero della fame, aderendo così all’iniziativa di Gaoussou Quattarà, immigrato del Partito Radicale, che insieme a circa 400 persone ha lanciato questa iniziativa di sciopero della fame a staffetta per protestare “contro i tempi lunghi, insopportabili, che gli immigrati sono costretti a subire per il rinnovo del permesso di soggiorno”, afferma Soldini.
“La Pubblica Amministrazione - fa sapere il sindacalista - per rinnovare il permesso di soggiorno impiega mediamente 291 giorni a fronte dei 20 giorni previsti dalla legge. Il Governo vorrebbe far credere che, per queste lungaggini burocratiche, gli immigrati non subiscano disagi, perché nell’attesa hanno la ricevuta rilasciata dalle Poste che sostituirebbe il permesso di soggiorno a tutti gli effetti. Ma è falso - spiega Soldini - perché l’equipollenza della ricevuta è prevista da una circolare del 5 agosto 2006 dell’allora Ministro Amato: una direttiva che non ha forza di legge e che quindi produce un contenzioso tale da impedire a tanti immigrati di esercitare diritti essenziali, sottoponendoli ad altre vessazioni e lungaggini burocratiche”.
In questi anni, infatti, “come CGIL abbiamo seguito centinaia di vertenze con datori di lavoro e associazioni datoriali che hanno licenziato o sospeso dal lavoro e dalla retribuzione gli immigrati che erano in attesa di rinnovo non riconoscendo valore alla ricevuta”. Per Soldini si tratta di “una situazione intollerabile sulla quale abbiamo fatto molte iniziative e proposte: passaggio di competenze ai comuni, raddoppio della durata di validità del permesso di soggiorno, differenziazione e semplificazione delle procedure per chi rinnova il permesso”. Contro le “molestie” e le “torture burocratiche”, Soldini afferma che l’iniziativa dei Radicali “è utile per far conoscere questa realtà, denunciare le responsabilità ed avanzare proposte di soluzione. Io intendo - conclude - dare il mio contributo e spero di lasciare il testimone a tanti altri”.
U.S.
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