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IL LAVORO E LA CRISI:
ESIGIAMO LE RISPOSTE

manifestazione nazionale 
sabato 14 novembre

ore 14 P.zza della Repubblica


Sabato 14 novembre la CGIL scenderà in piazza a Roma per rivendicare il rilancio dell’economia e la tutela del reddito perché l’Italia che lavora esige risposte concrete. Appuntamento a Piazza della Repubblica alle ore 14 e poi corteo fino a Piazza del Popolo dove è previsto il comizio del segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani. Una manifestazione indetta per sottolineare il fatto che il peggio della crisi non è affatto alle nostre spalle, come sanno bene i lavoratori e i territori che ne sono pesantemente colpiti. Così come bisogna sapere che la ripresa sarà lunga e difficile. Per questo, per uscire dalla crisi c’è bisogno dunque di interventi adeguati e urgenti sugli ammortizzatori sociali per tutelare il lavoro e l’occupazione. La CGIL chiede che si esca dalla crisi guardando il futuro perché in tema di lavoro e di crisi “esigiamo le risposte”


Tutti i presidi della CGIL nelle piazze di Roma verso il 14 novembre


 

Manifesto alta definizione
Manifesto bassa definizione

 

                      Volantino

   

STUDENTI IN PIAZZA IL 14 NOVEMBRE

Studenti universitari e medi parteciperanno alla manifestazione nazionale della CGIL contro la crisi del 14 novembre. E’ necessario fermare la deriva che il nostro Paese sta subendo, riaffermando il diritto allo studio e il diritto al lavoro di tutte e di tutti.
Il 17 novembre scenderemo in piazza per difendere il diritto allo studio, ma nessun ragionamento sul futuro del nostro sistema formativo può prescindere da un radicale cambiamento di come funzionano il nostro mercato del lavoro e il nostro sistema produttivo, dal cambiamento degli attuali rapporti tra istruzione, formazione e mondo del lavoro.
I percorsi ingessanti posti dagli ordini professionali, la scarsa permeabilità tra impresa e ricerca, la visione ristretta della nostra imprenditoria, sono elementi da superare attraverso uno sforzo di immaginazione collettivo che ci consenta di riprogettare l’Italia oltre la crisi.
È necessario ripristinare un mercato del lavoro nel quale siano fatti valere i diritti, dove esista una corrispondenza con il proprio percorso formativo e sia possibile veder riconosciute competenze e saperi e avere il diritto ad aggiornarli costantemente.
Servono finanziamenti consistenti, con un aumento di almeno due punti sul PIL delle risorse su scuola università e ricerca, per ricostruire il nostro sistema formativo, dalle elementari fino all’università: finanziamenti che, come ha detto di recente la Banca d’Italia, sarebbero l’unico investimento in grado di darci risultati certi e di successo, soprattutto al sud. Serve poi un piano nazionale sull’accesso ai saperi che renda l’istruzione del tutto gratuita e libera e riconosca l’apprendimento permanente come un diritto fondamentale di cittadinanza.
Con queste richieste saremo in piazza il 14 novembre.

                                                              

 

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