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Crisi: CGIL, boom di CIG a luglio, 525 mila in Cassa
L'Osservatorio CIG della CGIL nazionale a luglio rileva un taglio di reddito di 2,4 mld, pari a 4.700 euro per ogni lavoratore. La Confederazione torna a ribadire la necessità di "politiche industriali in grado di difendere e rilanciare la capacità manifatturiera del paese" poichè "ci sono troppe crisi industriali, sul tavolo del Governo, aperte da mesi ed anni, senza prospettiva e in un continuo logoramento che prefigura solo chiusure definitive" » Rapporto CIG luglio 2012 - Causali aziende CIGS luglio 2012
07/08/2012  | Settori produttivi Condividi su:  condividi su Facebook condividi su Twitter
Nuovi pesanti incrementi nel ricorso alla Cassa integrazione a luglio, “segnale inequivocabile di come si stia tornando ai livelli più pesanti mai toccati dalla crisi produttiva, con la recessione che consolida l'aumento negativo della CIG”. In questi sette mesi del 2012 il totale di ore di Cassa richiesta è di 640 milioni per un +8,76% sullo stesso periodo dello scorso anno, mentre a zero ore ci sono oltre 525 mila lavoratori per un taglio del reddito di oltre 2,4 miliardi di euro, circa 4.700 euro per ogni singolo lavoratore. E' quanto emerge dalle elaborazioni delle rilevazioni INPS da parte dell’Osservatorio CIG del dipartimento Settori produttivi della CGIL Nazionale nel rapporto di luglio.

Dati che confermano, osserva il Segretario confederale della CGIL, Elena Lattuada, “di come la crisi si stia stabilizzando a livelli decisamente negativi, peggiori e più elevati rispetto a quelli dello scorso anno, con un trend che andrà ben oltre il miliardo di ore di Cassa integrazione anche per il 2012”. C'è quindi bisogno di politiche industriali: “Troppe crisi industriali, sul tavolo del Governo, aperte da mesi ed anni, senza prospettiva e in un continuo logoramento che prefigura solo chiusure definitive. Il sistema produttivo - avverte la dirigente sindacale - ha bisogno di risorse e di scelte sulla politica industriale, in grado di difendere e rilanciare la capacità manifatturiera del paese”.

Il ricorso alla Cassa registra incrementi per tutte le tipologie, ordinaria, straordinaria e in deroga, mettendo a segno un aumento complessivo, segnala l'analisi della CGIL, “che non si registrava da ottobre 2010 (il più alto degli ultimi 21 mesi)”. Se da inizio anno il totale di ore di Cassa integrazione è stato pari a 639.490.295 (+8,76%), per il solo mese di luglio la CIG ha totalizzato 115.729.889 di ore, in forte aumento sul mese precedente (+21,32%) e ancora più marcato (+44,20%) rispetto a luglio 2011. L’incidenza delle ore di CIG per lavoratore occupato nel settore industriale da gennaio a luglio è di 90 ore per addetto.

Dati CIG Luglio - Nel dettaglio dell’analisi della CGIL, infatti, si rileva come la cassa integrazione ordinaria (CIGO) totalizzi a luglio un monte ore pari a 34.526.520 per un +11,56% sul mese precedente. Da inizio anno la CIGO registra invece 201.162.312 di ore per un deciso +45,25% sui primi sette mesi del 2011. La richiesta di ore per la Cassa integrazione straordinaria (CIGS), sempre a luglio, è stata di 44.614.924, in aumento sul mese precedente del +19,59%, mentre il dato da inizio 2012, pari a 229.676.783 ore autorizzate, segna un ‐9,60% (con riduzione in frenata) sullo stesso periodo dello scorso anno. Infine la Cassa integrazione in deroga (CIGD) ha segnato lo scorso mese un deciso aumento del  +34,84% con 36.588.445 ore richieste. Da inizio anno sono state autorizzate 208.651.830 di ore di CIGD, in aumento del +6,76% sul periodo gennaio-luglio del 2011.

Causali di CIGS - Prosegue a luglio la riduzione del numero di aziende che fanno ricorso ai decreti di CIGS. Da gennaio sono state 3.234 per un -24,90% sullo stesso periodo del 2011 e riguardano 5.642 unità aziendali (-12,69%). Diminuisce il ricorso per crisi aziendale (1.796 decreti per un -31,32%) ma rappresenta il 55,53% del totale dei decreti; aumentano le domande di ristrutturazione aziendale (147 per un +5,76%), pari al 4,55% del totale, mentre calano le domande di riorganizzazione aziendale che sono 157 per un -4,27%, ovvero il 4,85% del totale. Insomma, sottolinea il rapporto di corso d'Italia, “i percorsi di reinvestimento e di rinnovamento strutturale migliorano leggermente ma continuano ad essere una percentuale bassa”, solo il 9,40% del totale dei decreti.

Regioni - E' la Lombardia la regione che registra il ricorso più alto alla cassa integrazione. L'analisi della CGIL segnala infatti che sono 143.393.626 le ore registrate da inizio anno, che corrispondono a 117.922 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 83.800.477 ore di CIG autorizzate per 68.915 lavoratori mentre terza è il Veneto con 54.688.429 ore e 44.958 lavoratori. Per il centro si segnala il Lazio con 52.836.440 ore che coinvolgono 43.451 lavoratori. Infine nel Mezzogiorno è la Puglia la regione dove si registra il maggiore ricorso alla cig con 38.534.191 ore per 31.689 lavoratori.

Settori - E’ la meccanica il settore in cui si riscontra ancora una volta il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione. Secondo il rapporto della CGIL, infatti, sul totale delle ore registrate da inizio anno, la meccanica pesa per 203.455.514, coinvolgendo 167.315 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 97.935.914 ore di CIG autorizzate per 80.539 lavoratori coinvolti e l'edilizia con 67.523.550 ore e 55.529 persone.

Occupazione e lavoratori in CIG - Considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (15 settimane), sono coinvolti da inizio anno 1.051.794  lavoratori in CIGO, CIGS e in CIGD. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 30 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attivitàproduttiva per 525.897  lavoratori, di cui 180 mila in CIGS e 170 mila in CIGD. Continua così a calare il reddito per migliaia di cassintegrati: dai calcoli dell’Osservatorio CIG, si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla CIG abbiano perso nel loro reddito oltre 2,4 miliardi di euro, pari a 4.663 euro per ogni singolo lavorato

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