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Confederazione Generale Italiana del Lavoro
 



Sciopero Generale: stop dei lavoratori in Piemonte, Liguria e Toscana
Numerose le manifestazione organizzate in occasione dello sciopero: 15mila persone a Genova, 70mila in Piemonte, 100mila a Firenze
02/07/2010 Condividi su:  condividi su Facebook condividi su Twitter

Grande partecipazione e adesione allo Sciopero Generale indetto dalla CGIL nelle regioni Liguria, Piemonte e Toscana. Dopo lo Sciopero Generale del 25 giugno, che ha visto oltre un milione di persone in piazza, è proseguita oggi (2 luglio) la mobilitazione della CGIL contro la manovra economica del Governo. Numerosi i cortei di lavoratori pubblici e privati, precari, pensionati e studenti, che questa mattina hanno attraversato le città di Genova, di Torino e delle altre province liguri e piemontesi. In Toscana la manifestazione regionale è stata organizzata a Firenze.

Nel capoluogo toscano hanno manifestato circa 100mila persone. Due grandi cortei, aperti dagli striscioni della CGIL Toscana e di quella fiorentina hanno attraversato il centro storico, per arrivare a Piazza Santa Maria Novella, dove si è tenuto l'intervento conclusivo della Vice Segretaria Generale Susanna Camusso. La dirigente sindacale si è soffermata in particolare sulla modifica dell'emendamento alla manovra che introduce lo stop al requisito dei 40  anni di contributi per andare in pensione a partire dal 2016 “il governo ci ha esplicitamente provato. Non è stato un refuso ma una retromarcia. Certo è che devono fare altre retromarce sul piano delle pensioni”.

Anche in Piemonte alta l'adesione allo sciopero nelle aziende e nella fabbriche. In tutta la Regione hanno partecipato circa 70mila persone alle manifestazioni e ai cortei nei capoluoghi di provincia. La manifestazione più importante si è svolta a Torino, con 35mila persone. Il corteo partito da Porta Susa è stato aperto da uno striscione raffigurante una pellicola cinematografica, con lo slogan: 'Ciak, si taglia!', metaforica interpretazione del 'film già visto' della crisi e degli interventi insufficienti per fronteggiarla, che con altri cartelli 'cinematografici' hanno ricordato le misure inique del governo. La manifestazione si è conclusa a Piazza Castello con l'intervento di Fulvio Fammoni, Segretario Nazionale CGIL, che ha ribadito “la mobilitazione di oggi della CGIL punta il dito contro una correzione di bilancio che pesa sulle spalle dei 'soliti noti', lavoratori pubblici e privati, e che nulla chiede a chi invece dovrebbe e potrebbe dare un contributo. Ma è soprattutto una manovra sbagliata - ha sottolineato Fammoni - perchè riduce la crescita e non rilancia l'occupazione e l'economia”.

A Genova hanno manifestato circa 15.000 persone. Due lunghissimi cortei hanno sfilato tra le vie della città: uno da ponente, aperto dallo striscione della Camera del Lavoro 'Sempre dalla parte dei lavoratori e del paese' e l'altro dal levante cittadino, dove hanno sfilato diversi assessori delle istituzioni locali. A concludere la manifestazione ligure l'intervento di Danilo Barbi, Segretario Nazionale CGIL, che ha sottolineato come “la manovra economica del Governo colpisce soprattutto lavoratori e pensionati, non destinando un euro allo sviluppo di questo paese”. La CGIL ha continuato Barbi “non è sola in questa battaglia: tutti i sindacati europei, tranne due, contestano le manovre economiche dei rispettivi governi. Il mondo non sta bene, il nostro paese non sta bene - nonostante il Governo abbia negato la crisi per molto tempo - e a pagare sono sempre gli stessi”.

 

Alcuni dati d'adesione allo Sciopero.

Liguria: Agenzia delle Entrate 40%, chiusa la delegazione del Comune Centro est settore, Istituto Brignole 80, settore della logistica 60%, dogane 45%;
Settore metalmeccanico di Genova e Provincia: Arinox 80%, Fincantieri Riva Trigoso 80%, Sestri Ponente 85%, Ilva 40%, Ansaldo 80%, Elsag 45%.
Grandissima soddisfazione anche a Savona dove soprattutto nel pubblico impiego diversi uffici pubblici sono rimasti chiusi come al Comune di Millesimo, dove la chiusura è stata totale. Note altamente positive quindi dal savonese, dove per la prima volta molti esercizi commerciali in segno di solidarietà hanno abbassato le serrande al passaggio del corteo.

Piemonte: Asti, adesioni nelle aziende più significative: Gate Meccanica 60%, Marcegaglia 60%, Mayna 60%, Gate Adr 50%, Enti locali e Sanità 40%.
Biella, lo sciopero si terrà nel pomeriggio a fine turno.
Vercelli, Pirelli 85%, Sicor 30%, Sorin 50%, Gammastamp 40%, Ikk 50%, Dana 60%, Lauro 50%, Bertini 40%, Residenza Serena 90%, Sanità 65%.
Novara, terzo settore (cooperative ecc.) 80- 90%, metalmeccanici 60-70%, altri settori media 50-60%.
Alessandria, Ilva 60%, Come 70%, Kne 90%, Saiwa 80%
Cuneo, Asl Cuneo 25%, Hospital Service 50%, Avenance 100%, Intesa San Paolo 50%, Acqua S. Bernardo di Garessio 90%
Nel Verbano-Cusio-Ossola, Bialetti Omegna 100%, Lagostina 100%, Legatoria Verbano 90%, Favini 90%, Enti Locali e Sanità 50%.
Torino
, 70% alla Powertrain di Mirafiori, nel Canavese 80%, nell'area di Chivasso 90%, Teksid 70%, Alessio Tubi 70%, Comune di Torino 50-60%, Ospedali e Sanità 50%, Carrefour corso Bramante 90%, Ikea 70%, edili 80%, Amiat 60%, Rai via Cernaia 50%, Rai via Verdi 60%, Lavazza 70%, Caffarel 80%.

Toscana: 80% di adesione nell'agroindustria, la Buitoni di San Sepolcro addirittura chiusa;
80% la media di adesione nella grande industria metalmeccanica; 60% in quella tessile e chimica. 60% l'adesione nel commercio.
Dai dati parziali risulta buona l'adesione nel pubblico impiego anche e soprattutto in considerazione del fatto che ci sono i servizi essenziali da garantire e che molti sono già in ferie.

 



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