Agenzia del Demanio e Agenzia Nazionale per i Giovani firmano un’intesa per promuovere attività di riutilizzo urbano da parte delle nuove generazioni


E’ stato firmato un Protocollo d’intesa tra Agenzia del Demanio e Agenzia Nazionale per i Giovani al fine di “agevolare iniziative di riutilizzo di spazi pubblici da riconsegnare alla collettività e per sostenere la partecipazione e l’inclusione sociale delle nuove generazioni”.
L’Agenzia del Demanio, sul tema del riuso di immobili pubblici, aveva firmato, ad ottobre 2015, un Protocollo d’intesa con Cittadinanzattiva Onlus e Fondazione Patrimonio Comune (ANCI), finalizzato a promuovere iniziative di rivitalizzazione di immobili inutilizzati, grazie anche alle idee di cittadini singoli ed associati, con l’obiettivo di “favorire la coesione sociale delle comunità locali, promuovendo cultura e arte, cura dei beni comuni, sostegno delle categorie sociali svantaggiate e l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro”.
Per quel che attiene la nostra organizzazione, vista l’attenzione crescente al tema degli spazi di aggregazione, dei coworking e dell’innovazione sociale, riteniamo il protocollo in questione una importante opportunità da valutare, sia in termini di possibili ricadute sulle nostre proposte di rigenerazione urbana sia, più in generale, sulla nostra contrattazione sociale, su eventuali proposte per i piani del lavoro territoriali e per la promozione dell’auto-imprenditorialità, soprattutto giovanile.
Esistono già altre iniziative recenti indirizzate al riuso di immobili e spazi pubblici, che hanno l’obiettivo di coinvolgere i giovani, l’associazionismo, il terzo settore in progetti finalizzati all’attivazione e alla partecipazione sociale.

■ Fondazione Unipolis ha lanciato il terzo bando culturability – rigenerare spazi da condividere, che vede uno stanziamento di 400 mila euro, indirizzato al sostegno di progetti culturali innovativi ad alto impatto sociale, che rigenerano e danno nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati. Gli ingredienti richiesti: cultura, innovazione e coesione sociale, collaborazione, sostenibilità economica, occupazione giovanile. Alla scadenza del 15 aprile sono giunte 522 proposte da giovani (sul sito culturability.org è possibile trovare un abstract di tutte le proposte pervenute). Entro il 31 maggio verranno comunicati i nomi dei 15 progetti finalisti che saranno sottoposti a una prima valutazione per selezionare i migliori che accederanno alla fase successiva, nella quale una Commissione di esperti selezionerà i 5 progetti che riceveranno 50mila euro ciascuno.

■ Ricordiamo anche i protocolli d’intesa sottoscritti nel 2015 tra Gruppo Ferrovie dello Stato e Associazioni che operano nel sociale (Legambiente, Associazione Italiana Turismo Responsabile, CSVnet, Lega Coop Sociali) per il riuso delle stazioni impresenziate, nell’ambito di un percorso che ha visto, negli anni, diversi Accordi con Enti pubblici che hanno manifestato interesse a prendere in gestione, attraverso comodati o locazioni, le stazioni ferroviarie non più necessarie per l’esercizio ferroviario.

Ferrovie dello Stato ha diffuso il dato che delle 1700 stazioni da riqualificare circa 345 stazioni, per una superficie di oltre 63.683 mq, sono state già assegnate ed ha illustrato 50 esperienze di stazioni ferroviarie oggi utilizzate come spazi di promozione turistica e ambientale, centri culturali e di aggregazione per giovani e anziani e luoghi di attività solidali.
Questi percorsi, dei quali saranno da monitorare gli esiti, possono sicuramente avere ricadute positive sui territori che manifestano interesse. Per le informazioni in nostro possesso, tuttavia, spesso una eccessiva burocrazia, ritardi e inadempimenti degli enti preposti all’erogazione dei finanziamenti (sia quelli europei che quelli nazionali) ostacolano la sostenibilità di progetti che rischiano di trasformarsi, da opportunità per i giovani, per l’associazionismo e per il terzo settore in genere, in vere e proprie maratone burocratiche.
Per noi, stare all’interno di questi processi in un settore così strategico come quello della rifunzionalizzazione degli spazi e della rigenerazione urbana, unica strategia per dare nuova vita ai tessuti sociali e culturali in aree della città spesso marginalizzate e degradate, può risultare un’ottima opportunità attraverso cui lavorare e monitorare la rivitalizzazione di risorse abbandonate, coinvolgendo il territorio ed i giovani che lo animano.
Sarà nostra cura, una volta che questo protocollo vedrà avviata la fase attuativa, rapportarci con le strutture territoriali che mostreranno interesse, monitorare eventuali immobili demaniali e fornire indicazione di quelli che possono riguardare proposte progettuali.
Il protocollo tra Agenzia del Demanio e Agenzia Nazionale per i Giovani Come si legge nel protocollo, con questa firma si avvia un’intesa per sviluppare un progetto finalizzato alla promozione di iniziative di collaborazione tra giovani cittadini e amministrazioni: lo scopo è valorizzare beni pubblici inutilizzati sviluppando attività di inclusione sociale, partecipazione attiva e autoimprenditorialità per sostenere i giovani nel percorso di inserimento lavorativo.
Le attività previste vogliono dare applicazione concreta al principio di sussidiarietà dell’ art.118 della Costituzione, che stabilisce che Stato ed Enti Territoriali sviluppino la coesione sociale delle comunità attraverso l’impegno dei cittadini, singoli e associati, e la partecipazione a progetti territoriali. L’obiettivo è coinvolgere, quindi, le nuove generazioni nelle iniziative di rigenerazione urbana, attraverso il riuso, anche temporaneo, di immobili o terreni abbandonati, con l’avvio di iniziative legate al mondo dell’arte, della cultura, dell’agricoltura, dell’imprenditorialità sociale e dell’associazionismo.
L’accordo prevede, inoltre, lo studio di un progetto pilota di riqualificazione di uno spazio pubblico, come contenitore di nuove attività imprenditoriali attraverso la partecipazione di giovani, favorendo così l’occupazione e il processo di innovazione nel Paese.
Le parti si impegnano infine a diffondere le buone pratiche e le esperienze di partecipazione attiva intraprese sul territorio, favorendo così l’occupazione giovanile in tutti i settori strategici del Paese, a partire dal rilancio dell’economia agricola fino allo sviluppo di start up a forte contenuto tecnologico e innovativo. Questo consentirà di elaborare linee guida e modelli che incentivino la nascita di nuove iniziative di rifunzionalizzazione, anche attraverso il reperimento di fonti di finanziamento di natura etica.