Gela: rispettare Protocollo e tutelare lavoratori diretti e dell’indotto


Dopo settimane e settimane di mobilitazione i sindacati rinnovano l’allarme sulla situazione del petrolchimico di Gela. Ad un anno e mezzo dalla firma del protocollo per la trasformazione della raffineria siciliana in bioraffineria e sulla riconversione “green” dell’intera area industriale, continua a preoccupare il futuro del sito e dei lavoratori a causa del mancato rispetto dei tempi di completamento del piano di riconversione, dei ritardi nelle autorizzazioni e dell’assenza di una strategia sulle protezioni sociali necessarie ad accompagnare la realizzazione del protocollo.

Agli esuberi interni alla proprietaria Eni si aggiungono infatti i circa 1200 addetti dell’indotto, prevalentemente lavoratori metalmeccanici ed edili. Parte di questi sarà occupata nelle nuove attività per la produzione di energia pulita e successivamente di lattice naturale, ma la maggioranza resterà fuori e in centinaia non hanno accesso agli ammortizzatori sociali.

Nell’incontro dello scorso 24 febbraio al ministero dello Sviluppo Economico tra istituzioni centrali e locali, gruppo Eni e organizzazioni sindacali, sono state sottolineate queste difficoltà ed è stato fatto il punto sullo stato di attuazione dell’intesa di novembre 2014, che prevedeva 2,2 miliardi di investimenti del cane a sei zampe.

Il viceministro Teresa Bellanova ha precisato che non sono previste misure speciali sugli ammortizzatori sociali per l’area e che su questo tema il Governo non ha intenzione alcuna di intervenire. Cassata quindi la richiesta dei sindacati di introdurre uno strumento di carattere nazionale per la tutela dei lavoratori senza ammortizzatori delle aree di crisi industriale complessa, dodici in tutta Italia, Gela compresa. Una decisione fortemente negativa e ingiusta per la Cgil, che la contrasterà. “Continueremo a fare pressione – ha dichiarato il responsabile Settori Produttivi della Cgil nazionale Salvatore Barone – affinché i lavoratori di aziende coinvolte in processi di reindustrializzazione e riconversione, operazioni lunghe che vanno ben oltre il periodo di vigenza degli ammortizzatori sociali – abbiano un sostegno al reddito  che li accompagni durante tutto il percorso”.


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In calce il comunicato stampa unitario successivo all’incontro.

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