80 euro: si confermano anche nel 2015 gli effetti distorsivi


La CGIL non ha mai negato che l’intervento abbia risposto ad un bisogno reale. Purtroppo la sua
applicazione comporta diversi effetti distorsivi.

Considerazioni generali
Il 28 febbraio 2017 sono state pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze i primi dati sulle
dichiarazioni Irpef relative al 2015.
Salta all’occhio innanzitutto quanto, sempre di più, l’Irpef stia ormai diventando l’imposta dei
percettori di reddito da lavoro dipendente e da pensione. L’82% del reddito è prodotto dalle due
categorie, che rappresentano l’89% dei contribuenti.
Il reddito complessivo ammonta ad un valore medio di 20.690 euro. A vantare un reddito dichiarato
più elevato sono i lavoratori autonomi con una media pari a 38.290 euro, mentre il reddito medio
dichiarato dagli imprenditori è pari a 19.990 euro. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori
dipendenti è pari a 20.660 euro, quello dei pensionati a 16.870 euro e, infine, il reddito medio da
partecipazione in società di persone ed assimilate risulta di 17.020 euro.
In merito al lavoro dipendente è interessante notare come i lavoratori a tempo indeterminato sono
16 milioni, +2,1% rispetto al 2014 ma dichiarano un reddito medio pari a 23.068 euro ovvero -1,3%
rispetto all’anno precedente. Praticamente anche le analisi del Dipartimento delle Finanze
confermano la bolla (già collassata) di contratti a tutele crescenti, aggiungendo però che tali
contratti sono stati più poveri di retribuzione, oltre che di diritti. I lavoratori dipendenti a tempo
determinato vantano invece un reddito medio di 9.633 euro.
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