5 giugno: giornata mondiale dell’ambiente


Il 5 giugno si celebra la giornata mondiale dell’ambiente, quest’anno dedicata alla biodiversità. “La biodiversità descrive la varietà della vita sulla Terra. Comprende gli 8 milioni di specie sul pianeta: dalle piante, agli animali, ai funghi e batteri; gli ecosistemi che li ospitano; e la diversità genetica tra loro”. https://www.worldenvironmentday.global/

Il 2020 avrebbe dovuto essere un anno importante per la tutela della biodiversità perché la comunità internazionale avrebbe dovuto rivedere il Piano Strategico 2011-2020 e negoziare un nuovo Quadro Globale sulla Biodiversità post-2020 in occasione della quindicesima Conferenza delle Parti (CBDCOP15) della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, prevista ad ottobre in Cina, ma rinviata al prossimo anno a causa del COVID-19.
La maggior parte degli obiettivi del Piano Strategico per la Biodiversità 2011-2020 non sarà raggiunto entro il 2020. Stiamo affrontando una crisi ambientale e climatica senza precedenti, numerosi specie sono a rischio di estinzione. Sono gli effetti del sistema dominante, che ha al centro un mercato globale senza regole, la mercificazione dei beni e dei servizi essenziali, l’estrattivismo delle risorse, il profitto fine a sé stesso e un consumismo esasperato. Consumo di suolo, deforestazione, agricoltura intensiva, inquinamento, cambiamento climatico sono fra le cause della scomparsa della biodiversità e della distruzione degli ecosistemi. Come ci dicono gli scienziati, in questo periodo la salute umana è connessa a quella degli animali e della natura. Anche i salti di specie dei virus, come il COVID-19, sono conseguenze del sistema di sviluppo attuale, della crescita incontrollata delle megalopoli, della devastazione degli ecosistemi, della perdita di biodiversità, della deforestazione, di un enorme traffico aereo, della sottrazione di habitat naturali alle specie selvatiche e della convivenza fra animali selvatici e uomo.

La CGIL promuove la tutela della biodiversità e degli ecosistemi, da portare avanti attraverso l’azione sindacale:
 migliorare la qualità delle acque e garantirne a tutti l’accesso,
 promuovere l’uso razionale dell’acqua e ridurre in modo rilevante le perdite delle reti idriche,
 raggiungere un buono stato ambientale dei corpi idrici,
 potenziare e adeguare acquedotti, reti, impianti di depurazione e fognari,
 promuovere l’utilizzo delle acque reflue depurate, la raccolta delle acque e l’interconnessione degli impianti idrici,
 promuovere la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico e sismico,
 valorizzare l’economia del mare e la mobilità fluviale,
 favorire il il disinquinamento dei mari dalle plastiche,
 procedere alla chiusura delle discariche,
 riqualificare il territorio, effettuare le bonifiche,
 azioni di adattamento al cambiamento climatico, lotta contro l’abbandono delle zone interne e montane,
 contrasto al consumo di suolo e all’abusivismo,
 contrasto alla desertificazione, alla deforestazione e all’erosione delle coste.

Per approfondimenti vedi anche il documento unitario sullo sviluppo sostenibile.

L’annuario dei dati ambientali ISPRA 2019 ci mostra quanto ancora siamo distanti dal raggiungere questi obiettivi. Ne riportiamo alcuni:

 nel 2018 è stato registrato un incremento medio della temperatura pari a +1,71° rispetto alla media climatologica 1961-1990, mentre a livello globale l’incremento medio è stato di +0,98°;
 il Bacino padano è una delle aree più inquinate d’Europa. Nel 2019, il valore limite giornaliero di PM10 è stato superato nel 21% delle stazioni di monitoraggio;
 nelle acque superficiali il 24,4% dei punti monitorati e il 6% nelle acque sotterranee, mostrano concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientale;
 solo il 43% dei 7.493 corsi d’acqua italiani e solo il 20% dei laghi raggiungono uno “stato ecologico buono o elevato”
 sono a rischio di estinzione il 48% dei pesci d’acqua dolce, il 36% degli anfibi, il 23% dei mammiferi, e il 42% delle piante, a causa del degrado, dell’inquinamento e dalla frammentazione del territorio;
 il consumo di suolo avanza a 2 metri quadrati al secondo, fra il 2017 e il 2018 si sono persi 23.000 km quadrati;
 la popolazione a rischio frane che risiede in aree a pericolosità elevata e molto elevata ammonta a 1.281.970 abitanti, pari al 2,2% del totale.

Per la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi “il rispetto e la cura del pianeta e di tutti gli esseri viventi che lo abitano sono le grandi sfide di oggi. Sfide che la Cgil – prosegue – è impegnata a vincere perché portano con sé salute, giustizia sociale e lavoro”.

“Il sistema di sviluppo attuale è iniquo – sottolinea la dirigente sindacale – , serve una rivoluzione delle priorità, un cambiamento collettivo del punto di vista, con una forte centralità della persona e dei suoi bisogni primari, del territorio e dell’ambiente. Il green deal italiano ed europeo hanno tracciato la direzione verso lo sviluppo sostenibile, ma il cambiamento di cui abbiamo bisogno deve essere più netto, più radicale, più veloce e ha bisogno di più investimenti”.

“Le risorse, a partire dal taglio progressivo dei sussidi delle fonti fossili, e gli investimenti pubblici e privati per far ripartire l’economia dopo la pandemia – spiega Fracassi – devono avere come condizione il rispetto di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile e la lotta all’emergenza climatica. In questo senso – conclude la vicesegretaria generale – cogliamo positivamente la comunicazione della Commissione Europea per il nuovo fondo di recupero da 750 miliardi di euro che, per rilanciare la competitività, la resilienza e il ruolo dell’Unione Europea a livello globale, sarà destinato ad accelerare la transizione ecologica e digitale”.