Report ITUC su “Giusta transizione – dove siamo e come procedere? Una guida alle politiche nazionali e internazionali di governance sul clima”


Lo scorso 19 settembre l’ITUC ha pubblicato il report “Giusta transizione – dove siamo e come procedere? Una guida alle politiche nazionali e internazionali di governance sul clima” .

La Giusta Transizione è un processo economico che produce i piani, le politiche e gli investimenti che portano a un futuro in cui tutti i lavori sono sostenibili e dignitosi, le emissioni nette sono azzerate, la povertà è eradicata e le comunità sono fiorenti e resilienti. Le misure di Giusta Transizione sviluppate attraverso il dialogo sociale tra governi, lavoratori e datori di lavoro hanno lo scopo di garantire opportunità di lavoro nei settori che riducono le emissioni e aiutano l’adattamento al cambiamento climatico, fornire sostegno al reddito, riqualificazione e reinserimento dei lavoratori del settore fossile, sostenere l’innovazione tecnologica per una rapida transizione energetica e costruire fiducia nelle comunità per guidare un’effettiva trasformazione.

Il movimento sindacale internazionale ha ottenuto diversi risultati in questo ambito, fra cui il riconoscimento del linguaggio della Giusta Transizione nell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e le “linee guida per una Giusta Transizione verso economie e società ecologicamente sostenibili per tutti” dell’ILO.

Purtroppo il divario tra le decisioni assunte a livello internazionale e le ambizioni e l’agire dei singoli Governi è ancora molto ampio e spesso la politica continua a giustificare la mancanza di azione con il rischio di perdite di posti di lavoro, nonostante sia ormai provato che una transizione ben gestita può creare grandi opportunità occupazionali e di sviluppo sostenibile.

L’urgenza del cambiamento climatico e le disastrose conseguenze collegate non consentono ritardi, che fra le altre cose, aggraverebbero le ingiustizie sociali. Il movimento sindacale sta guidando la lotta per la giustizia climatica interconnettendo le sfide contro le disuguaglianze, la disoccupazione e il degrado ambientale ma per farlo dobbiamo assumere l’obiettivo del contenimento dell’aumento della temperatura entro 1,5°.

Gli esperti raccomandano la completa decarbonizzazione dell’economia dei settori energetici e industriali entro la metà del secolo per raggiungere l’obiettivo di 1,5°. Questo significa che dobbiamo fare un enorme lavoro affinché questi cambiamenti non abbiano ricadute negative per i posti di lavoro e le comunità.

Il report analizza le ripercussioni e le opportunità per: energie rinnovabili, utilities, fonti fossili, trasporti costruzioni, design, economia circolare, agricoltura e approfondisce vari aspetti delle politiche di giusta transizione: politiche macroeconomiche, settoriali e aziendali, diritti, salute e sicurezza sul lavoro, protezione sociale, sviluppo delle competenze, politiche attive del mercato del lavoro, dialogo sociale e tripartitismo, fornendo esempi di esperienze in varie parti del mondo.

L’ITUC avanza una serie di proposte per proseguire il nostro impegno comune per la giustizia climatica e la Giusta Transizione. Particolarmente importante ci sembra la proposta di impegnare il movimento sindacale nel processo della conferenza sui cambiamenti climatici dell’ONU per inserire la Giusta Transizione negli NDC (contributi nazionali determinati). I Governi dovrebbero, non solo assumere impegni sulla riduzione delle emissioni, ma anche gli impatti occupazionali e le misure per creare nuova occupazione e sostenere la ricollocazione dei lavoratori nella transizione. Alcuni Governi, come il Sudafrica, l’hanno già fatto volontariamente, è un impegno da portare avanti a livello internazionale ma da riproporre anche a livello Europeo e nazionale. Un’altra proposta è quella di impegnare il movimento sindacale nei negoziati ILO per definire una normativa vincolante sulla Giusta Transizione.