‎La Carta dei diritti universali Cgil sbarca all’Onu


Realizzare il pieno accesso delle donne ad un lavoro decente attraverso la contrattazione collettiva e il dialogo sociale: questo il tema dell’evento al quale la Cgil ha partecipato ieri, unico sindacato nazionale chiamato a partecipare ai lavori della Conferenza sulla condizione delle donne alle Nazioni Unite in corso a New York, in uno dei side events ufficiali.

“La contrattazione collettiva – ha detto Gianna Fracassi, segretaria confederale Cgil – è fondamentale per ridurre le differenze: dove è più ampia la copertura contrattuale le differenze tra uomini e donne sono minori. Infatti se l’obiettivo è il lavoro decente, la contrattazione collettiva è lo strumento”.
“Allo stesso tempo – ha proseguito la dirigente sindacale nel suo intervento – è fondamentale fermare la crescita abnorme dei contratti precari, flessibili, cambiando il mercato del lavoro e contrastando il lavoro illegale e sommerso. Per sostenere l’empowerment sociale ed economico delle donne nel nostro paese e nel mondo è fondamentale avere organizzazioni sindacali forti nella rappresentanza, la democrazia e partecipazione delle donne, contrattazione collettiva inclusiva e ampia per estendere i diritti e le tutele e per ridurre le differenze a partire dalle differenze nella retribuzione ed infine un dialogo sociale continuo e strutturato”.

“In questo senso – spiega Fracassi – la Cgil ha messo in campo una iniziativa straordinaria: la ‘Carta dei diritti universali delle lavoratrici e dei lavoratori’ attraverso la quale si affermano diritti universali nel lavoro, si introducono mutamenti nel mercato del lavoro che vanno nella direzione della stabilità e non della precarietà e infine il rafforzamento della contrattazione collettiva. Attraverso la raccolta di firme – conclude il segretario confederale -, vogliamo che questi contenuti diventino un legge di iniziativa popolare, per aprire una nuova fase e una nuova stagione nel nostro paese per i diritti delle donne lavoratrici e di tutti i lavoratori”.